Dai bug ai big della politica

Dai bug ai big della politica

30 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Le Europee ‘italiane’ premiano la Lega, ma poi si scopre che più di un italiano su due ha pensato al proprio orticello più che al Vecchio Continente. Il 51% ha infatti votato pensando alla situazione politica italiana, con lo scopo di rinforzare il Governo. E pazienza se questo voto in Europa si rivelerà inutile (perché l’Italia sarà minoranza). È un problema vecchio quanto il Parlamento europeo: quando andiamo alle urne, non riusciamo a guardare al di là del nostro naso e dei nostri interessi, facendo però quello di altri alla fine.

Tutto più o meno normale, invece, quando si parla di Sindaci. Qui abbiamo capito che si vota il candidato, la faccia, più che la coalizione che lo rappresenta. E infatti i big hanno vinto: da Decaro a Bari a Gori a Bergamo, da Romizi a Perugia a Nardella a Firenze. Ma abbiamo imparato a votare solo per le Comunali, se ci spostiamo sulle Regionali scopriamo un altro bug di sistema: è il partito che fa vincere il candidato e non viceversa. In Piemonte il neofita Cirio la fa all’esperto Chiamparino. Approfittando del boom della Lega. E con questa regione, il centrodestra conquista pure l’ultimo baluardo della sinistra al Nord. Ora completamente ‘occupato’ dalle truppe salviniane (perché la Lega è il centrodestra in questo momento).

Molte le conferme alla carica di primo cittadino. Come a dire che nelle città gli ultimi anni sono stati un successo. Da Nord a Sud. Tanto che i sindaci si sono meritati la riconferma. Qui, non si guarda tanto alla tessera di partito, come già scritto, ma al lavoro fatto negli ultimi anni. Ed è una bella scoperta. Dovrebbe essere lo stesso a livello nazionale, a livello europeo. Forse prima o poi ci arriveremo. Per ora, è dilagato il voto di protesta. Hanno avuto la meglio il sovranismo e il nazionalismo di Matteo Salvini, uomo forte e che piace alla gente perché parla alla pancia. Solo che lo stesso leader del Carroccio, all’Europarlamento, potrà far sentire poco la sua voce (i partiti sovranisti di cui fa parte si attestano al 7% circa dei consensi).


E allora? E allora bisogna sistemare questi bug di sistema per dare un voto che sia anche utile. Ma utile in un mondo globalizzato come il nostro, dove se guardi solo al giardino di casa tua poi in Europa ti ritrovi isolato, incapace di dire la tua. Sì, perché l’opposizione al Parlamento europeo non ha praticamente diritto di parola, può solo ascoltare e veder passare i provvedimenti voluti dalla maggioranza. Alé.