Elezioni 2019: i più votati, i trombati illustri, le curiosità

di Alessandro Pignatelli –

Chi sono stati i più votati alle ultime Europee? Matteo Salvini ha sbaragliato la concorrenza sia a Nordovest sia a Nordest., ma pure in Sicilia La Lega ha sfruttato eccome gli oltre 2,3 milioni di consensi personali del suo leader. Al secondo posto, con più di 560 mila voti, Silvio Berlusconi. Segue al terzo posto un altro big del centrodestra, Giorgia Meloni, con 470 mila.

Nel Partito Democratico il più votato è stato invece Carlo Calenda, seguito da Giuliano Pisapia. Il primo porta a casa 270 mila voti, l’ex primo cittadino di Milano oltre 260 mila. Il medico di Lampedusa Pietro Bartolo arriva a ben 258 mila. Tra i Cinque Stelle, Dino Giarrusso nelle isole totalizza 116 mila preferenze, mille in più del collega ed europarlamentare uscente Ignazio Corrao (115.377).

Tornando a Salvini, nel Nordovest raccoglie più di 669 mila voti, nel Nordest 562 mila, 385 mila al Centro, oltre 321 mila al Sud. Nelle isole ‘solo’ 239 mila. In Sicilia è il candidato più votato, con 181.045 preferenze, davanti a Pietro Bartolo. Il magistrato Caterina Chinnici prende oltre 112 mila voti. Bene i capilista del Pd al Sud: Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia, totalizza 148 mila voti. Al Centro, la segretaria toscana del Pd Simona Bonafè registra oltre 152 mila consensi. Al Nord, la donna più votata con 106.003 preferenze è Irene Tinagli, economista e candidata del Pd nel Nordovest. Sarà al Parlamento europeo anche il numero uno del Papeete Beach di Milano Marittima, che correva con la casacca della Lega: Massimo Casanova (64 mila preferenze nell’Italia meridionale).

Restano fuori Emma Bonino (ma al Centro ha più di 28 mila voti) e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti (21 mila voti a Nordest). Simone Di Stefano (CasaPound) e Roberto Fiore (Forza Nuova), candidati in tutte e cinque le circoscrizioni, prendono 89 mila e 41 mila consensi. Di bocciati eccellenti ce ne sono eccome. Sono Daniela Santanché (7.878 voti), Cecilia Kyenge (appena 1.151 preferenze) , Elisabetta Gardini (a Padova, però, prende, 14.669 voti), Pippo Civati (il leader di Possibile si ferma a 8.199 voti). Fuori dai giochi anche i ‘comunisti per sempre’ Marco Rizzo e Paolo Ferrero (5 mila e più di 8 mila preferenze), così come Nicola Fratoianni e Corradino Mineo di La Sinistra. Un ‘fratello d’Italia’, Francesco Alberoni, totalizza più di 5 mila preferenze, ma non basta. Bocciati, infine, dalle urne Alessandra Mussolini di Forza Italia e Caio Giulio Mussolini di Fratelli d’Italia.

Storie arrivano anche dalle Comunali. Fabrizio Maroni, figlio di Roberto, entra in consiglio comunale a Lozza, in provincia di Varese, sfruttando il successo della sua lista vicina al centrosinistra, ‘Comunità e Comune Uniti per Lozza’. Ha avuto 51 preferenze. Claudio Cecchetto, Lista Civica, non ce la fa a diventare sindaco di Misano Adriatica per appena 400 voti. Battuto da Fabricio Piccioni, vicesindaco uscente ed esponente del centrosinistra. Diego Fusaro, turbofiloso, è arrivato ultimo a Gioia Tauro nella sua corsa a sindaco, raccogliendo appena 281 consensi.

Chiudiamo con due note di colore. A Onore, Comune della Bergamasca di 890 anime, il neo primo cittadino è il 19enne  Michele Schiavi: per 14 voti ha battuto il sindaco uscendo, Angela Schiavi. Ciriaco De Mita, 91 anni, è stato riconfermato sindaco nel suo paese di Nusco. A Codognè, in provincia di Treviso, invece la neo sindaca leghista è arrivata in Comune su un cavallo, sventolando la bandiera della Serenissima e chiedendo l’indipendenza. Si tratta di Lisa Tommasella, 39 anni, che prende il posto del marito Roberto Bet, anche lui del Carroccio.

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