Il padre tra Nord e Centro: da papà a babbo

Il padre tra Nord e Centro: da papà a babbo

30 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Oggi parliamo di come un figlio chiama suo padre al Nord e al Centro. Sì, perché persino l’Accademia della Crusca se n’è occupata, finendo in una sorta di imbuto. Ovvero: al Nord il termine utilizzato è papà, che qualcuno pensa provenga dalla Francia (papa senza accento), mentre si ritrovano nel Cinquecento diversi scritti italiani in cui si menziona già questo termine; non solo, ‘papa’ in francese antico arriva da uno scrittore …toscano, Aldobrandino da Siena, che utilizza questa parola nel suo trattato di sanità, composto in lingua francese, alla metà del Duecento.

Non ci sono dubbi, invece, sul modo di chiamare il padre in Toscana: babbo. È termine assolutamente autoctono ed è divertente leggere di poeti o scrittori toscani che sentono per la prima volta dire ‘papà’ quando si spostano in Settentrione. Loro, abituati a chiamare il loro padre babbo. In alcune zone dell’Emilia Romagna e delle Marche pure si utilizza questo vocabolo. A Roma, invece, non sono pochi quelli che dicono ‘tata’ per papà, che da parola nordica si è diffusa poi a livello nazionale. ‘Tata’ è usato ancora oggi in molti dialetti centromeridionali, così come in Romania. Al Nord, papà viene molto spesso abbreviato in pa o addirittura in popà, specialmente in Piemonte e Veneto.

Sempre a proposito di ‘papà’, il Foscolo nell’Ottocento si interrogò molto sulla provenienza di questo modo di dire. Al poeta sembrava impossibile che un termine della prima infanzia come questo potesse arrivare da fuori, dall’estero. A dar manforte al Foscolo anche un linguista, lo svizzero Carlo Salvioni, che rilevava come il termine ‘papà’ si fosse diffuso a macchia d’olio nella parlata popolare di molte regioni del Nord, totalmente estranee alla lingua francese.

Insomma, alla fine sia ‘babbo’ sia ‘papà’ possono considerarsi termini italianissimi, nati e diffusisi nel nostro Paese. Senza influenze estere. Prima abbiamo citato Aldobrandino da Siena che utilizza sì il termine ‘papa’, ma non per indicare un genitore, bensì la pappa dei neonati. Del resto, nel Medioevo, in Francia ‘pappa’ significava per l’appunto ‘sorte de bouillie pour les petits enfants’. Ognuno dunque può essere orgoglioso di un vocabolo nato e sviluppatosi nel suo seno: il Nord e una parte del Centro. ‘Tata’, poi, risalirebbe addirittura all’epoca romana. La conferma che a livello di ricchezza di vocabolario non dobbiamo davvero niente a nessuno. E che sarebbe bello tornare a parlare sempre italiano, eliminando i termini inglesi che ormai fanno parte del nostro quotidiano e che non sappiamo neanche tradurre esattamente.