Softair, Laser Lag, battaglie simulate: se la guerra è un gioco che piace

Softair, Laser Lag, battaglie simulate: se la guerra è un gioco che piace

30 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

In Italia sta prendendo piede da qualche anno l’attività dei giochi tattici. Softair, Laser Lag e addirittura simulazioni con “l’amico a quattro zampe”, sono tra gli hobbies più diffusi.

Nel Softair le regole del gioco sono semplici: nessun contatto fisico, le armi non possono avere una potenza superiore a un joule e chi viene colpito deve “dichiararsi” e abbandonare il campo di gara. Vince la formazione che resta in vita. La condizione necessaria per portare a termine gli obiettivi prefissati dai giudici è il gioco di squadra (le formazioni sono composte da un minimo di 10 persone). Occorre saper accerchiare il nemico, magari sorprendendolo alle spalle, senza farsi colpire. Questo vale per le giocate domenicali e i campionati italiani, organizzati in match della durata di 15 o 30 minuti l’uno. Esistono però, anche le simulazioni militari, a cui prendono parte oltre 1000 persone contemporaneamente e che durano 72 ore ininterrotte. Il Softair o tiro tattico sportivo nasce in Italia intorno agli anni “90” ed è un´attività ludico ricreativa di squadra, basata sulla simulazione non violenta di giochi tattici.

Questa disciplina prende il nome dall’utilizzo delle “ASG” Air Soft Gun (in inglese letteralmente “arma ad aria compressa”), ed è caratterizzata da una grande varietà di giochi diversi, che comprendono varie tipologie e metodi, spaziando da un approccio solamente ludico ricreativo ad un approccio agonistico sportivo, fino ad un approccio strategico simulativo. Nonostante l´apparenza bellicosa è innocuo e non violento, basato esclusivamente sul corretto confronto sportivo: l’onestà è uno dei principi su cui si fonda questa disciplina. La particolarità di questo gioco è l’essere basato completamente sulla correttezza del singolo giocatore, è infatti dovere del giocatore, nel momento in cui avverte l’impatto del pallino avversario, alzare la mano e gridare colpito abbandonando l’area di gioco. In Italia le armi giocattolo da Softair sono classificate come “strumenti” e come tali non rientrano nella classificazione di “armi” e nemmeno di “oggetti atti ad offendere”, in quanto il pallino espulso dalla canna non può superare 1 Joule di energia (100 mt al sec.). Per motivi di sicurezza è assolutamente d´obbligo per chi gioca indossare delle maschere integrali per proteggere occhi e viso. Si gioca prevalentemente all’aria aperta, in aree boschive o in zone urbane dismesse, ma è fondamentale ricordare che non è possibile giocare su un qualsiasi terreno se prima non si è fatta richiesta al proprietario.

Il Laser Tag, invece, è una modalità di gioco innovativa, che usa gli stessi strumenti (air soft gun) impiegati nel soft air, ma anziché espellere un pallino, tramite l´applicazione di un congegno elettronico e di un proiettore, espelle un raggio infrarosso totalmente innocuo per i giocatori. Ogni giocatore impegnato in questa attività, oltre ad essere munito di una asg laser tag e funziona attraverso gli impulsi dati dai raggi su dei sensori. Quando il raggio infrarosso colpisce uno dei sensori, il circuito elettronico elabora l´informazione ricevuta e reagisce di conseguenza, segnalando in maniera inequivocabile il colpo ricevuto. Il giocatore viene eliminato, la sua asg viene disattivata e resa inoffensiva fino alla riattivazione con l’inizio del gioco successivo, dal giocatore stesso o da un arbitro in caso si tratti di una manifestazione agonistica. Il Game Tactical Dog nasce dall’unione di due discipline sportive internazionali: il Softair e l’addestramento cinofilo per Utilità e Difesa. Questa attività sportiva agonistica, che si prefigge di favorire un corretto rapporto tra i partners intesi soprattutto come binomio cinofilo, esalta sia la prestazione atletica del conduttore che il grado di preparazione del cane.

Infine anche le rievocazioni storiche hanno una marcia i più. Le svastiche e gli scudi prussiani ornano le divise d’epoca, imitazioni perfette di quelle indossate dai soldati dell’esercito nazista. E non importa se quei simboli richiamano a un’ideologia di morte. Non più di tremila italiani, collezionisti di cimeli bellici e amanti delle armi, si organizzano in gruppi tramite la Rete e si radunano periodicamente nei luoghi dove sono avvenuti i combattimenti della Seconda guerra mondiale. I sindaci li invitano a ricostruire le battaglie più famose con la speranza di attrarre turisti. Loro, una volta sul posto – muniti dei relativi permessi – allestiscono i campi e combattono con armi da Softair: repliche giocattolo di quelle vere. Oppure espongono fucili d’epoca, attrezzi ormai inerti.