Una maratona per la Sclerosi Multipla: lo sport per combattere la malattia

Una maratona per la Sclerosi Multipla: lo sport per combattere la malattia

30 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Percorrere 42 km in 12 ore, usando solo 2 dita: questa la sfida ‘sportiva’ digitale lanciata dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) per raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica. Per partecipare a #FingerRun, il gioco che verrà lanciato il 30 maggio durante la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla bastano uno smartphone e un profilo Facebook.

Finger Run è una corsa collettiva, aperta a tutto il popolo della rete, da percorrere virtualmente con le proprie dita e sullo schermo dello smartphone superando ed evitando gli ostacoli che si incontrano durante la gara: un po’ come le persone con sclerosi multipla, che ogni giorno incontrano sfide e imprevisti ma anche conquiste. Per chi è colpito da questa malattia neurodegenerativa invalidante, infatti, il movimento è fondamentale e ogni centimetro è una conquista. Grazie a questa maratona digitale, attraverso il meccanismo del gaming, inoltre, si potrà contribuire alla raccolta fondi per la ricerca scientifica in questo campo.

Ideato e sviluppato da Facebook Italia in esclusiva per AISM, questo casual game (videogame caratterizzato da facilità di regolamento e utilizzo che lo rende adatti a tutti) è scaricabile sulla pagina www.facebook.com/aism.it. Il nostro obiettivo, dichiara Angela Martino, presidente nazionale di Aism, è “dare visibilità alla sclerosi multipla, anche nei suoi aspetti più nascosti” e, allo stesso tempo, “vogliamo che i pazienti che ne soffrono possano vedere un futuro libero dalla malattia”.

Inoltre, che lo sport sia uno strumento indispensabile per stare in forma e garantire un sano equilibrio psico-fisico è ormai risaputo, ma è solo da qualche anno che l’attività fisica viene consigliata anche alle persone con sclerosi multipla. Mentre in passato era sconsigliata perché si riteneva comportasse uno sforzo fisico eccessivo per chi nel quotidiano aveva già da lottare contro la malattia, ad oggi una pratica sportiva regolare (seppur non agonistica), alla luce di quanto emerso dagli studi più recenti, è consigliata dai medici anche ai soggetti con sclerosi multipla.

La sclerosi multipla, detta anche sclerosi a placche, è una malattia infiammatoria che colpisce il sistema nervoso centrale (e quindi cervello e midollo spinale) ed in particolare la mielina, una sostanza che avvolge e protegge neuroni e fibre nervose velocizzando la trasmissione degli impulsi elettrici. Si tratta della seconda causa di disabilità nei giovani dopo gli incidenti stradali ed in genere viene diagnosticata tra i 20 e i 40 anni.

Praticare un’attività sportiva in maniera è di fondamentale importanza per tutti, anche per le persone con sclerosi multipla. Lo sport infatti non solo è in grado di prevenire diverse patologie metaboliche e di altra natura, ma preserva ed irrobustisce le strutture muscolo-scheletriche oltre ad avere un impatto positivo sull’umore. Accanto al percorso farmacologico-riabilitativo quindi, è importante che il paziente con sclerosi multipla dedichi del tempo alla pratica sportiva: come già detto oggi il punto di vista medico sulla relazione sport-sclerosi a placche è cambiato rispetto al passato, ed i medici consigliano la pratica regolare di un’attività fisica preferibilmente avvalendosi del supporto di un fisioterapista e/o personal trainer che possa seguire la persona nel percorso più adatto alle proprie esigenze. Studi recenti infatti sono stati in grado di mettere in luce i diversi effetti positivi dello sport sul decorso della malattia. Un’attività fisica moderata e adeguata ai propri limiti fisici stimola la produzione di endorfine con un conseguente effetto positivo non solo a livello di forza muscolare ma anche di umore (a differenza dello sport praticato a livello agonistico che può determinare un eccessivo affaticamento e quindi peggiorare il decorso della patologia). Migliora la mobilità, la resistenza allo sforzo e la coordinazione. Aiuta a contrastare la sedentarietà, che spesso non fa altro che peggiorare la sintomatologia. Ha degli effetti positivi su stanchezza e depressione e favorisce i contatti sociali.

In base alla forma della patologia ed ai sintomi presenti è possibile scegliere la disciplina sportiva più idonea alle esigenze personali. Dagli sport acquatici (nuoto, acqua gym): preferibili per chi deve evitare sforzi eccessivi a livello articolare, per chi ha debolezza muscolare o ipersensibilità al calore, agli sport tonificano migliorando movimento e sensibilità. Equitazione e ippoterapia che oltre ad apportare benefici fisici, questi sport agiscono anche sulla sfera emotiva della persona (ansia e depressione), migliorano l’equilibrio e la rigidità muscolare, il nordwalking, ginnastica, camminata con i bastoni: consentono un allenamento di tipo aerobico allenando i muscoli di braccia e gambe e migliorando equilibrio e coordinazione e lo yoga: aiuta a controllare la fatica, migliora la mobilità muscolare e articolare.