Brasile: orfani sfilano in passerella per cercare l’adozione

Brasile: orfani sfilano in passerella per cercare l’adozione

1 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

Succedeva agli ‘schiavi’ una volta. Venivano presentati su una sorta di palco in attesa che qualcuno se li comprasse. Oggi in Brasile succede una cosa simile e non può che generare polemiche. In un centro commerciale, infatti, minori hanno sfilato per farsi vedere e scegliere da una famiglia adottiva. Come merce. Facendo attenzione a non portarsi a casa quella avariata.

Per l’occasione, è stata costruita una vera e propria passerella a Cuiabà. Invece che di top model, però, si sono susseguite le sfilate di bambini e ragazzi orfani dai 4 ai 17 anni. Il pubblico era costituito da potenziali famiglie adottive. Quello che è positivo è la rivolta praticamente unanime di media e società civile. Il candidato alle presidenziali, Guillermo Boulos, ha parlato di “incredibile perversità” con “effetti devastanti”.

L’avvocato Eduardo Mahlon ha commentato: “Una sfilata che sembra una vecchia fiera degli schiavi, dove i signori guardavano i denti degli africani e ne verificavano la corporatura robusta per poi negoziarne il costo”. Possibile che siamo tornati di nuovo così indietro? Ma non saremmo, teoricamente, un popolo che progredisce? Lo stesso Mahlon ha ricordato come nel 2016 sia stata proposta la medesima iniziativa: “Ma solo due adolescenti hanno trovato una famiglia adottiva”.

Si è fatta sentire anche la voce delle donne. L’ex deputata Manuela d’Avila: “I bambini sono pieni di sogni e di desideri, in cerca di approvazione dopo la sfilata: come se per amare un bambino dovessimo ammirarli fisicamente”. Chi difende la sfilata è la Commissione che l’ha organizzata. La presidente La Ramalho ha spiegato: “Questa iniziativa serve esclusivamente a far incontrare i genitori potenziali adottivi con i minori, per avere più informazioni sull’adozione. Ai bambini serve per avere un giorno diverso in cui saranno acconciati, vestiti e curati per la sfilata”. Una  spiegazione che però non convince per nulla.

Prima di uscire in passerella, tutti gli orfani sono stati pettinati e abbigliati da professionisti del settore estetico, sostenuti da band e negozi per l’infanzia che hanno regalato a scopo promozionale l’abbigliamento e gli altri accessori. Tutto commerciale, assolutamente. Di amore e affetto neanche l’ombra. E fa strano pensare che comunque un giudice minorile, Gleide Bispo Santos, abbia dato il suo benestare, ottenendo per giunta il sostegno della Commissione per l’infanzia e la gioventù della OAB del Mato Grosso. Tutto raccapricciante.

di Alessandro Pignatelli