Azzardi in crociera

Azzardi in crociera

6 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

Si potrebbe minimizzare con un semplice “cose che capitano” anche perché, purtroppo, di queste assurde situazioni ne stanno succedendo davvero troppe; quanto accaduto, però, nei giorni scorsi a Venezia ha del paranormale.

Come è possibile, infatti, che nel 2019, con le strumentazioni attuali, una nave da crociera “investa” un traghetto turistico?  Tra le ipotesi delle cause dell’incidente un’avaria o la rottura del cavo d’acciaio utilizzato da uno dei rimorchiatori della Msc Opera, il mezzo “incriminato”: la nave, a quel punto ingovernabile, sarebbe stata trascinata dall’abbrivio contro la banchina. Luogo dello schianto il canale della Giudecca. Msc ha subito aperto un’inchiesta sulla vicenda che ha riportato l’attenzione sull’opportunità o meno del transito in laguna delle grandi imbarcazioni.

Un miracolo che nessuno sia deceduto nello schianto e che il carburante non si sia disperso in mare. Sono un migliaio i battelli da crociera che, ogni anno, transitano da Venezia portando a conseguenze devastanti. Secondo l’Ismar, l’Istituto di scienze marine del Cnr dell’ex repubblica marinara, Ogni volta che una nave lunga oltre 300 metri entra dalla bocca di Malamocco, con la sua stazza a volte anche superiore alle 100 mila tonnellate, sui fondali della laguna si scatena un mini tsunami.

Un maremoto che solleva montagne di sedimenti e detriti, sospingendoli in tutte le direzioni e lasciandoli in parte in sospensione, prima che le maree le buttino fuori dalla laguna, in mare aperto. Manovre pericolose e complicate che mettono a rischio ogni cosa: dalla sicurezza di cittadini a passeggeri, all’ecosistema lagunare Ma il “problema” crociera non si fa sentire solo in Italia. La stessa situazione veneziana si è verificata, con esito tragico, a Budapest portando a morti e feriti  (qui il maltempo, però, ci ha messo del suo). Impedire alle grandi navi di attraccare nei porti cittadini, dunque? Il dibattito è acceso e serrato.