Ermini dopo il caso Palomara: “Credibilità del Csm va riacquistata sul campo”

Ermini dopo il caso Palomara: “Credibilità del Csm va riacquistata sul campo”

6 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Il vice presidente del Csm, David Ermini, lancia un appello a tutto il Csm: “O riusciremo a riscattare, non a parole ma con i fatti, il discredito che si è abbattuto su di noi, o saremo perduti”. Parole dure, che arrivano dopo una settimana di continui attacchi, successivi alla notizia dell’indagine a carico di Luca Palamara. E dei giornali che si sono buttati sull’argomento, pubblicando ogni giorno qualche novità, nuovi nomi di magistrati implicati, legami con i politici, favori, corruzione e quant’altro, all’interno del più alto organo della magistratura italiana.

Palamara, del resto, è un ex consigliere del Consiglio superiore della magistratura. Normale che l’inchiesta tocchi proprio quest’organo e che l’opinione pubblica sia coinvolta in modo diretto da ciò che accade al suo interno e che forse oggi viene svelato. “Dobbiamo assumerci forte responsabilità, altrimenti il Consiglio perderà ogni sua credibilità. E sarà complicatissimo poi recuperarla”. Senza scordare che il presidente del Csm è il capo dello Stato Sergio Mattarella: “Ogni componente deve svolgere la sua attività tenendo conto dell’autorevole consiglio e dell’esempio animatore che provengono dal presidente della Repubblica”.

Oggi che il Consiglio è sotto la lente d’ingrandimento di opinione pubblica e giornali, è vietato fare passi falsi ulteriori. Proprio perché ‘sporcherebbe’ irrimediabilmente il nome dell’istituzione, strettamente legata a quella del capo dello Stato: “Che, peraltro, non ha mai fatto mancare la sua guida illuminata attraverso il dialogo continuo con il vice presidente”.

Una sorta di chiamata alle armi ai colleghi da parte di Ermini. Chi ha sbagliato, se ha sbagliato, pagherà. Ma questa non può essere un’abitudine all’interno del Csm, cosa che invece pare venir fuori dalle carte delle indagini. Deve restare l’eccezione. “Dobbiamo dare il buon esempio con il nostro lavoro. Solo così riacquisteremo credibilità agli occhi della gente”.

Non sarà facile, però, uscire da questa situazione. Ne è consapevole Ermini: “Autonomia e indipendenza sono un bene prezioso che ogni magistrato, e la magistratura tutta, deve meritarsi sul campo ogni giorno. Come? Rinnovando continuamente, attraverso le proprie condotte, legittimazione e fiducia. Quello che è successo è una ferita profonda”.