I rettiliani

di Fabiana Bianchi –

Sono diventati ormai una delle figure più care ai teorici del complotto, al punto da essere spesso presenti anche nelle parodie di chi su questi temi fa ironia. Ma cosa sono (o meglio, cosa dovrebbero essere) i rettiliani? Come suggerisce il nome, si tratta di ibridi fra esseri umani e rettili. Figure di questo tipo sono presenti nella mitologia di moltissimi popoli in tutte le parti del mondo. Nella stessa religione cristiana, la figura del serpente appare più volte: in genere rappresenta il diavolo sotto mentite spoglie.

È intorno agli anni Sessanta del secolo scorso che i rettiliani entrano però nelle teorie del complotto. Diversi testimoni sostengono di essere stati rapiti da alieni con forme a metà fra l’umanoide e quella rettile. Uno dei contributi più importanti alla… causa rettiliana è stato fornito da Zecharia Sitchin. Lo scrittore riferì di avere scoperto delle tavolette sumere recanti la storia degli Anunnaki, alieni che avrebbero dato vita alla razza umana. Tali alieni vivrebbero sul pianeta Nibiru insieme ad altre razze, tra cui gli stessi rettiliani.

La teoria più nota è però probabilmente quella elaborata da David Icke: i rettiliani, secondo il giornalista inglese, sarebbero degli esseri provenienti dallo spazio remoto di Alpha Draconis, capaci di mutare forma e di nascondersi dietro sembianze umane. In questo modo, dominerebbero l’umanità sotto le spoglie di personaggi estremamente potenti.

Sul web le accuse di essere un rettiliano si sprecano. Quasi tutte le famiglie più note del mondo, secondo le teorie del complotto, ne annovererebbero una quantità smodata: dai Rockefeller ai Bush, passando per la regina Elisabetta e addirittura Lady Gaga. È facile ridere immaginandosi un rettiliano cantare “Bad romance”, ma tant’è. Qualcuno giura addirittura di avere visto Justin Bieber trasformarsi in rettile, con tanto di tatuaggi diventati scaglie. Anche gli italiani avrebbero la loro quota di rettiliani: da Mario Draghi (nomen omen?) a… Sabrina Ferilli.

I segni tangibili dell’appartenenza alla razza rettiliana consisterebbero soprattutto nella forma della pupilla: allungata, proprio come quella dei rettili. È sufficiente un piccolo fotogramma in cui la videocamera crei un effetto anomalo per identificare il rettiliano in incognito.

Il Cicap, al proposito, si è posto una domanda estremamente importante: perché si crede nei rettiliani e in altre teorie di questo tipo? «Questi argomenti, nell’era della rete e dei social, rispondono a quell’inesauribile desiderio di cercare cause remote ed occulte per quanto di complesso, complicato e spesso irrisolvibile, ci capita di incrociare nella nostra vita» si rispondono. Ma non solo: ci sono ragioni più profonde. «Oltre che di storie, abbiamo pure bisogno di sapere che esistono mostri attorno e accanto a noi. Soprattutto se hanno successo. Soprattutto se ci sentiamo frustrati, schiacciati e manipolati dal potere. Qualsiasi esso sia. In fondo, credere nei rettiliani e cercarli sotto mentite spoglie permette a chi lo fa di rivendicare le propria natura pienamente e totalmente umana».

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