Un Mondiale, tante contraddizioni: lo sbocciare del calcio femminile ad alti livelli

Un Mondiale, tante contraddizioni: lo sbocciare del calcio femminile ad alti livelli

6 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

La Coppa del Mondo FIFA femminile 2019 si disputerà in Francia dal 7 giugno al 7 luglio. Le squadre partecipanti alla fase finale saranno 24, di cui otto europee oltre alle padrone di casa. L’Italia competerà nel gruppo C con Australia, Brasile e Giamaica. Lunedì il primo allenamento a Valenciennes, in terra francese, per la nazionale di calcio femminile, che domenica esordirà ai Mondiali contro l’Australia. Le azzurre al loro arrivo nella cittadina francese sono state accolte con molto calore, c’era la banda musicale, i ragazzini con le bandierine tricolore e il sindaco che ha dato personalmente il benvenuto alla squadra. La ct Milena Bertolini e la capitana Sara Gama hanno poi raccontato in diretta su Rai 1 sogni e speranze dell’Italia in rosa, che dopo vent’anni torna a disputare la fase finale del Mondiale.

“Ci aspetta un girone molto impegnativo – ha ribadito la Ct – ma il nostro è un gruppo unito, con tante giocatrici di qualità: siamo qui per giocarcela alla grande”. Le ha fatto eco Gama: “Sentiamo l’affetto della gente ed è una cosa fantastica siamo qui per vivere l’esperienza più importante delle nostre vite calcistiche e invitiamo il pubblico a seguirci perché trasmetteremo delle belle sensazioni”.

I Mondiali di calcio femminile 2019 sono un appuntamento che sta pian piano conquistando tutti: inizieranno il prossimo venerdì e, anche grazie all’ampia copertura televisiva, in Italia c’è grande attesa e si parla delle donne calciatrici come mai prima d’ora. Certo non siamo ai livelli dei pari sport maschili, ma in questo momento il calcio femminile resta sotto i riflettori: il che ci porta anche a fare una considerazione sulle maglie che vedremo ai Mondiali, e sui brand tecnici che vestiranno le varie nazionali. Partiamo naturalmente dall’Italia: la nostra selezione sarà l’unica a essere griffata Puma. L’azienda tedesca non ha ancora una presenza massiccia all’interno del calcio femminile, e la stessa federazione per il momento utilizza ancora lo stesso modello per le due nazionali ma anche per quelle giovanili. Una strategia dalla quale invece Nike e Adidas, i due colossi dell’abbigliamento sportivo, si stanno sempre più staccando: ormai è sempre più diffuso il modus operandi secondo cui le squadre di calcio femminile abbiano una divisa personalizzata, ed è anche quello che vedremo tra qualche giorno in Francia. A farla da padrone sono proprio queste due case di abbigliamento, che di fatto vestono quasi tutte le nazionali partecipanti.

Formazione Italia 4-09-2018 Belgio – Italia Calcio Donne Qualificazioni Mondiali 2018/2019 Foto Photonews/insidefoto ITALY ONLY

Gli Stati Uniti, la Germania, la Selecao, ma anche Norvegia e Giappone. Mai un Mondiale femminile di calcio era stato così atteso, come Francia 2019. La riprova arriva dal Brasile dove il sindacato degli impiegati pubblici del distretto della capitale, Brasilia, aveva chiesto una maggiore flessibilità degli orari di lavoro per poter seguire in tv le partite delle loro beniamine. Il permesso non è stato accordato, e la torcida si consolerà con la notizia che Marta, cinque volte Fifa World Player, ha recuperato da problemi alla coscia sinistra e sarà pronta per il grande appuntamento. Le brasiliane, sempre in prima fila ma mai vincitrici del titolo, non vogliono fallire.

La concorrenza però è agguerrita. Ci saranno infatti le fortissime statunitensi, campionesse del mondo in carica decise a riconfermarsi. Così come non si può non sottolineare che la Norvegia sarà priva di colei che in questo momento è la miglior calciatrice del pianeta: Ada Hegerberg ha solo 23 anni ma è già considerata al pari di Messi o Cristiano Ronaldo. Ha vinto il Pallone d’Oro 2018 e Champions League in serie con il Lione, ma non gioca in nazionale dal 2017, per motivi che non ha mai voluto chiarire ma che secondo chi le è vicino sarebbero legati al fatto che la Hegerberg è da tempo la paladina dei diritti delle calciatrici.

E’ stata infatti proprio lei a rivendicare per prima se non l’eguaglianza salariale almeno un trattamento economicamente più dignitoso per le giocatrici. Non a caso, ora la Norvegia paga premi in ugual misura a uomini e donne delle sue nazionali, ma ciò non è bastato a convincere la Hegerberg. Altra ‘paladina’ della ‘pay equality’ è la capitana degli Usa Megan Rapinoe, 145 presenze in nazionale e oro olimpico a Londra 2012, celebre anche per le prese di posizione contro il Presidente Donald Trump.

Nel girone dell’Italia oltre al Brasile e all’incognita Australia, ci sarà la novità delle ‘reggae girls’ della Giamaica, un gruppo di ragazze che hanno conquistato una qualificazione che ha del miracoloso se si pensa fra il 2008 e il 2016 la nazionale femminile giamaicana era stata sciolta due volte. Ma grazie al contributo decisivo della stilista Cedella Marley, figlia dell’icona nazionale Bob, che ha contribuito a finanziare la squadra e la spedizione in Francia grazie a una raccolta fondi che ha dato esiti insperati. La fortissima Germania, che nel proprio girone troverà Cina e Spagna, oltre al Sudafrica, è decisa a confermare a livello di Mondiale la supremazia evidenziata dall’oro olimpico conquistato nel 2016 a Rio, mentre le Super Aquile della Nigeria vogliono dimostrare che il loro paese è la maggior potenza calcistica africana anche a livello femminile. Nel gruppo D da non perdere le sfide tra Inghilterra e Scozia e fra le inglesi e l’Argentina, ma il Giappone, che un titolo iridato lo ha vinto nel 2011, potrebbe mettere tutti d’accordo. Poi c’è la Francia, padrona di casa: le ragazze della ct Corinne Diacre, in ritiro nel centro tecnico federale di Clarefontaine, hanno dovuto andarsene per l’arrivo della nazionale maschile.