Una settimana di “guerra e pace” in seno al governo

Una settimana di “guerra e pace” in seno al governo

6 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

• Giovedì 30 maggio la notizia di apertura delle pagine di politica è costituita dalle dimissioni del viceministro Edoardo Rixi. Il politico è stato condannato a 3 anni e 5 mesi nell’ambito del processo sulle “spese pazze” nella regione ligure. Rixi ha rassegnato spontaneamente le dimissioni: «Sono tranquillo – ha fatto sapere – Ho sempre agito per il bene degli italiani. Conto sull’assoluzione perché non ho mai commesso alcun reato ma per l’amore che provo per l’Italia e per non creare problemi al governo ho già consegnato nelle mani di Matteo Salvini le mie dimissioni». Il vicepremier l’ha nominato responsabile nazionale Trasporti e Infrastrutture della Lega.

• Venerdì 31 maggio il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha risposto alla lettera inviata al governo italiano dall’Unione Europea. Da Bruxelles, infatti, la Commissione ha fatto sapere all’Italia che lo Stato «non ha compiuto sufficienti progressi per rispettare i criteri del debito». «Il governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie» ha risposto Tria, allegando un corposo documento sul tema.

• Sabato primo giugno occhi puntati sui due vicepremier in occasione del loro incontro al Quirinale per le preparazioni delle celebrazioni della Festa della Repubblica. Dopo i numerosi motivi di tensione annoverati nelle settimane precedenti, i cronisti hanno osservato attentamente il loro incontro. Una stretta di mano e un saluto, per quanto veloci, hanno fatto sì che si parlasse quantomeno di “prove di disgelo” ai telegiornali e sui quotidiani.

• Domenica 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, il presidente Sergio Mattarella ha trattato il tema della libertà e della democrazia. «Va ricordato che in ogni ambito libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni disseminate fra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il pluralismo – ha dichiarato il capo dello Stato – Soltanto la via della collaborazione e del dialogo permette di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale».

• Lunedì 3 giugno, malgrado le apparenti “schiarite” dei giorni precedenti, il premier Giuseppe Conte ha rivolto un ultimatum ai suoi due vice. «Se non avrò risposte chiare rimetterò al Colle il mandato» ha annunciato. «Resto disponibile a lavorare nella massima determinazione di un percorso di cambiamento, ma non posso compiere questa scelta da solo. Le due forze politiche devono essere consapevoli del loro compito – ha sottolineato – se ciò non dovesse esserci, non mi presterò a vivacchiare per prolungare la mia presenza a palazzo Chigi».

• Martedì 4 giugno la situazione è sembrata sbloccarsi: i due vicepremier hanno avuto una lunga telefonata in un clima che da entrambi i partiti definiscono positivo. «Il ritorno al dialogo è una buona premessa per procedere nella giusta direzione» è il commento da palazzo Chigi. Le forze di governo sono al lavoro sul decreto sblocca-cantieri, per trovare un compromesso dopo le divergenze registrate sul tema nei giorni precedenti.