Carcere per chi mangia cane o gatto: siamo seri?

Carcere per chi mangia cane o gatto: siamo seri?

12 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

Chi mangia cani e gatti, ma anche chi ne commercializza la carne, rischia il carcere. È il testo del decreto legge presentato da Michela Vittoria Brambilla, deputata azzurra di Forza Italia. Un testo che imporrebbe la modifica del Codice penale, in cui non è previsto questo reato. Chi venisse beccato a mangiare un animale domestico o a venderne la carne, incorrerebbe nella reclusione da due mesi a un anno e in una multa che potrà arrivare a 50 mila euro.

Le pene vengono inasprite se l’uccisione dell’animale è avvenuta con particolare crudeltà. Una norma, questa, che viene incontro alle associazioni animaliste e ai loro desideri. Ma c’è già chi rilancia: “Speriamo che la nuova legge venga presto estesa a tutti gli altri animali”. Il che vorrebbe dire che per non incorrere in reato penale bisognerebbe diventare vegetariani o vegani. Una cosa impossibile, insomma.

C’è anche chi risponde con ironia alla deputata berlusconiana: “Non avevo mai pensato di poter mangiare un gatto, ma visto che a casa ne ho due ora ci farò un pensierino grazie all’onorevole Brambilla”. Provocatorio un altro commento: “Evviva la carne di qualsiasi tipo”. Lei, Michela Vittorio Brambilla, che è anche presidente dell’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, schiva però l’ironia perché il suo disegno legge è molto serio: “E’ un segnale che i Parlamenti dell’Occidente devono lanciare. Contro le stragi di cani e gatti, che a milioni in Asia orientale finiscono sul piatto, sono essenziali la mobilitazione dei volontari e le pressioni sui governi dei Paesi interessati”.

Inserire la norma nel Codice penale italiano sarebbe dunque più che altro un modo per fare pressione sulla Cina e su chi pratica l’uccisione di gatti e cani a scopo culinario. Effettivamente, nel nostro Paese, non è all’ordine del giorno un piatto a base di carne di cane o di gatto. O forse la deputata azzurra vuole lanciare un messaggio anche ai ristoranti etnici?

Concludiamo con un altro dei tanti commenti alla notizia trovati in rete. Può essere il finale di questa storia: “Questo è vero e proprio ‘razzismo’! Perché no cani e gatti mentre vengono condannati a morte il pesce, l’anatra, le oche, il maiale? Ingiustizia!!”. Una risata vi seppellirà, ricordatevelo. Di fronte ad alcune ‘uscite’ dei nostri parlamentari, l’unica scappatoia è proprio questa: ridere. Per non piangere.

di Alessandro Pignatelli