Dove ti “parcheggio” il pargolo? Lo stress da fine scuola dei genitori

Dove ti “parcheggio” il pargolo? Lo stress da fine scuola dei genitori

13 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Al mio segnale, scatenate l’inferno. Quel segnale in questo caso è la campanella che comunica la fine della scuola. Ai genitori dunque restano più di tre mesi da organizzare nel dettaglio. Sì, perché non si è più negli anni Sessanta in cui moltissime mamme potevano godersi mesi di villeggiatura con i figli. Oggi la maggior parte della madri lavora e, di fronte alla chiusura della scuola, spesso precipita in crisi. E non va molto meglio per le mamme che non lavorano ma che non possono permettersi ferie lunghissime. Gestire il tempo in una città afosa con bambini a casa da scuola, soprattutto se piccoli, non è facile.

Se la soluzione “low cost” dei nonni sta diventando sempre meno praticabile perchè spesso si trovano ancora in età lavorativa, dunque impossibilitati a fare da “baby sitter”, non rimane scansando soluzioni di ripiego che scegliere un centro estivo. Ma i costi non sono accessibili per buona parte dei nuclei familiari. Anche se la scelta nelle città è così ampia da lasciare l’imbarazzo della scelta: corsi di teatro, full immersion in fattoria, giornate multisportive. La maggior parte di questi centri, però, è decisamente costosa e non tutte le famiglie possono permettersi una tale uscita di denaro. Soprattutto se si ha più di un figlio. Possono bastare però un giardino, qualche amico di scuola e tempo libero. Estate significa aria aperta (anche se pioviggina, è nuvolo, fa caldo, ci sono le zanzare), relax e, soprattutto, grande libertà. Quindi, terminato il centro estivo o in altri momenti della giornata se la mamma è a casa, sono consigliati tour esplorativinei parchi cittadini alla ricerca di quella che potrebbe essere l’oasi migliore per godersi relax e bambini insieme.

In casa i bambini sono più capricciosi e con il caldo la situazione non tende certo a migliorare. I momenti più critici possono diventare quelli dei pasti: l’inappetenza dei piccoli è un grande classico del periodo estivo. Mangiare fuori casa è una soluzione. Si intende preparare pranzi rapidi e freschi, gustandoseli all’ombra di un albero o prima di visitare una mostra cittadina. Basterà farcire del pane con insalata e mozzarella fresche, riempire contenitori take away con insalata di riso, pomodorini, frutta fresca estiva tagliata a pezzettoni e infilzata su uno stecco da spiedino. Questo tipo di opzione può andare benissimo anche per la cena, anticipandola e organizzando un aperitivo en plein air, invitando anche amici con bambini e godendosi semplicemente il terrazzo, il balcone o il giardinetto vicino a casa. Per le mamme che non lavorano ma restano in città, è importante non perdere di vista lo spirito estivo. Assolutamente vietato chiudersi in casa: questo tipo di reclusione non gioverebbe né alla mamma, né ai piccoli di casa. Dunque, via libera alle corse nei parchi, alla bicicletta, ai pattini ma anche a innumerevoli nuotate nelle piscine cittadine. Meglio scegliere strutture non enormi e poco dispersive, perché anche la mamma possa godersi movimento, relax e guadagnarsi una meritata abbronzatura. Il caldo, quindi, non deve essere una scusa per rimanere in casa. Le mamme che escono e socializzano sono anche più rilassante e meglio disposte con i figli. Inoltre, si può approfittare di questo periodo per rimettersi in forma correndo o nuotando con i bambini.

E poi, soprattutto quando si trascorre tutta la giornata con i figli, è importante delegare almeno un paio di serate al mese a una baby sitter e uscire con il partner per una serata tutta estiva trascorsa a ballare o per godersi un aperitivo “a due”. E i compiti delle vacanze? Possono aspettare, almeno per le prime settimane dopo la chiusura della scuola. È sempre consigliato infatti uno stop totale dalle attività scolastiche più o meno lungo, per poter staccare davvero con i doveri.