Il regalo alla maestra unisce l’Italia

Il regalo alla maestra unisce l’Italia

13 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

In questi giorni, più o meno in tutte le scuole materne ed elementari, è partita l’onda del ‘Che regalo facciamo alle maestre?’. E ancora: ‘Meglio il regalo di classe o singolo?’. Le chat di WhatsApp sono come impazzite, piene di messaggi che neanche Babbo Natale il 24 dicembre. Genitori preoccupati, sollevati, arrabbiati, che hanno proposto, che hanno risposto, che hanno messo soldi. E poi, finalmente, il grande giorno è arrivato: la rappresentante di classe ha fatto l’acquisto. Insomma, dal regalo alle maestre non si sfugge, è una tradizione.

Eppure, io mi son letto con interesse e ridendo una notizia di cronaca: una maestra che non era stata omaggiata di un regalo a fine anno, neanche una cornicetta con dentro la foto di classe, ha dato fuori di matto. Se l’è presa con i bambini, rimproverandoli e dicendo chiaramente che la colpa era dei genitori. Ovvio. Solo che a casa in lacrime ci sono andati poi i suoi alunni, mica mamma e papà. Ci deve essere rimasta proprio male, signora maestra!

Ai miei tempi non ricordo se si facesse o meno in regalo. So che ci alzavamo tutti in piedi quando entrava in classe, che la salutavamo appunto con un rigoroso ‘Buongiorno signora maestra’ e che le davamo del lei. Guai a sgarrare. C’era lei e solo lei per tutti e cinque gli anni delle Elementari, per quattro ore al giorno, dal lunedì al sabato. Oggi ci sono più maestre, addirittura insieme nella stessa ora, cambiano ogni anno, si dà del tu e addirittura ci sono studenti che dicono loro ‘Ti amo maestra’.

Ok, ma torniamo a noi. Sotto all’episodio di cronaca che ho letto, c’erano naturalmente un sacco di commenti. Mi ha colpito uno di questi, di una donna che diceva: “Ma il regalo alle maestre è una tradizione meridionale”. Mi sono documentato e no, non è così. Il regalo alle maestre lo fanno ad Aosta come a Taormina, passando per Perugia e Roma. Che possa essere nata al Sud, può darsi, di sicuro ha unito il nostro Stivale. Oggi non puoi esimerti dal fare un presente, pena gli insulti e le battutine degli altri genitori. Così come non puoi non essere sulla chat di classe. Non puoi fare il regalo personale, ma devi mettere la quota. Sono assolutamente inutili frasi del tipo: “Perché dobbiamo farle il regalo se fa solo il suo lavoro, stipendiata?”. Non approderete a nulla.

Ah, non sto dicendo che vi dovete leggere le centinaia di messaggi che seguono alla fatidica domanda: “Che compriamo alla maestra?”. No, assolutamente. Potete cliccare su ‘letti tutti’ e rispondere semplicemente: “Per me va bene”. Vi sarete risparmiati un lavoro che inizia più o meno il 20 maggio per terminare a giugno inoltrato. Da Nord a Sud. Non scrivete che è un’usanza del Mezzogiorno, qualcuna potrebbe darvi della ‘pezzente’ perché fai tante storie per mettere 10′ euro.