La valorizzazione del talento

La valorizzazione del talento

13 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

C’è solo un periodo dell’anno in cui rimpiango enormemente la mia vita da studentessa: quello delle vacanze estive. Nei giorni scorsi ho avuto la fortuna e l’occasione di portare la mia bimba in piscina, in uno dei quei centri sportivi frequentati da adolescenti e famiglie.

“Quanto li invidio” mi sono ritrovata a mormorare tra me e me. Quanti di voi, in fondo, non hanno lo stesso mio identico pensiero? Niente stress, centro estivo, i primi amori e poi a casa a far la pappa e la nanna da mamma e papà. Si criticano sempre i giovani, si dice che non rappresentino questa società perché “ai nostri tempi si che c’erano altri valori”.

Eppure  sono così belli i teenagers da osservare da vicino: sono puri, sfrontati, ardenti. Ieri per tanti sono iniziati gli esami di terza media, alcuni temono il count down per le fatidiche prove scritte della maturità. Quante cose sono mutate sul fronte scolastico nell’ultimo decennio, tanto ci sarebbe ancora da fare. Pensate come sarebbe bella una scuola che valorizzasse il talento anziché ambire alla standardizzazione e all’omologazione.

Quando siamo carenti in qualcosa si lavora per colmare la lacuna anziché ambire al potenziamento del proprio cavallo di battaglia. Chissà con quale spirito si affronterebbero interrogazioni e compiti in classe se questo concetto venisse definitivamente ribaltato; pensate poi a quanto sarebbe efficace raccontare la nostra storia attraverso testimonianze e dibattiti. I dinosauri, in fondo, non si offenderebbero a rimanere nel mesozoico ancora un po’; mutano i tempi, ma l’insegnamento non evolve, anzi: alle volte si tende a promuovere con più facilità per non dover affrontare l’ira funesta del genitor chioccia.

Non è vero che i nostri giovani sono diversi, siamo noi che siamo rimasti fermi; fermi rispetto all’innovazione tecnologica che non viene fruita correttamente, fermi rispetto alle logiche dell’occupazione e della globalizzazione. Gli esami per un 13enne o 18enne sono sempre esami e poco importa se i voti sono espressi in sessantesimi, in centesimi o se fanno cumulo i crediti formativi: buona prova ragazzi, andate e conquistate il mondo senza farvi fermare ed etichettare da un numero o da un giudizio.