Operazioni anti-mafia e terremoti nella magistratura: la settimana di cronaca

Operazioni anti-mafia e terremoti nella magistratura: la settimana di cronaca

13 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

• Cinquanta arresti: è il bilancio della maxi-operazione di giovedì 6, condotta dalla procura antimafia di Bari. Partendo da San Severo, in provincia di Foggia, gli inquirenti hanno lavorato su dieci diverse province per smantellare tre clan. Le accuse a vario titolo sono di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di droga, estorsione e tentata estorsione, lesioni personali, tentato omicidio, danneggiamento e reati in materia di armi, con le aggravanti delle finalità mafiose.

• Nella notte tra giovedì e venerdì, a Pavone Canavese, in provincia di Torino, un tentativo di furto è finito in tragedia. Il proprietario di una tabaccheria ha sparato, uccidendo un moldavo di 25 anni. Sono in corso gli accertamenti per stabilire in quali condizioni sia stato esploso il colpo mortale.

• Sabato 8 è emersa un’orribile storia di violenza ai danni di una ragazzina. In provincia di Ragusa, una donna è stata fermata dalla polizia con l’accusa di avere fatto prostituire la figlia di 13 anni. Insieme alla donna sono stati fermati anche quattro “clienti”, due italiani e due marocchini. Tra di loro anche un 90enne. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna avrebbe fatto prostituire la ragazzina in cambio di soldi, un posto dove dormire o generi come birra e sigarette.

• Domenica 9, in conseguenza al caso delle nomine che travolto il Consiglio superiore della magistratura, si è aperta una spaccatura nell’Associazione nazionale magistrati. Al centro della questione le mancate dimissioni di quattro componenti autosospesi dal Consiglio. Si sono sviluppate quindi diverse “correnti”, tra chi chiede la loro rimozione e chi invece chiede che riprendano le loro funzioni. Il presidente Pasquale Grasso si è dimesso dalla sua carica.

• Lunedì 10 una fuga di gas ha causato un’esplosione al municipio di Rocca di Papa, nella zona di Roma. Sedici persone sono rimaste ferite. Tre di loro, fra cui il sindaco Emanuele Crestini, sono stati trasportati al Centro Grandi Ustioni di Roma. Fra i feriti anche tre bambini, che frequentano la scuola dell’infanzia adiacente. La fuga di gas sarebbe stata causata dalla rottura di alcune condutture durante dei lavori. È stata aperta un’indagine per disastro colposo e lesioni gravi o gravissime colpose.

• Martedì 11 si è tornati a parlare dell’attentato che nel 1992 costò la vita al giudice Paolo Borsellino e a cinque agenti della sua scorta. La procura di Messina, infatti, ha iscritto nel registro degli indagati due magistrati. L’ipotesi è che i due togati, in concorso con tre poliziotti, abbiano depistato le indagini sulla strage di via D’Amelio. Sono stati disposti degli accertamenti tecnici su vecchie registrazioni contenenti le parole di un pentito.