Betty and Books, Sexy shop: “C’è stato un cambio culturale da parte del consumatore”

Betty and Books, Sexy shop: “C’è stato un cambio culturale da parte del consumatore”

20 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Elena Lolli, di Betty and Books, blog che si occupa di temi legati all’erotismo e che prima era un negozio online di sex toy, sulla base della sua esperienza nel mercato ci racconta gli aspetti di questa tendenza commerciale. L’apertura da parte del Governo apre a due temi interessanti: «Il costume è mutato e c’è stato un cambiamento culturale da parte del consumatore. Il mercato si è ampliato perchè anche le donne possono accedere ad un po’ di prodotti, prima invece non erano targettizzate. Ora si è capito che c’è un mercato e che tanto vale agevolarlo».

Non solo mera economia, ma una nuova concezione di un commercio con un grande potenziale: «Oltre alla parte economica, ce n’è anche una culturale. Non sono più visti così male, ma sembrano boutique, c’è meno pornografia. Prima erano quasi delle videoteche di genere, con internet questo aspetto è cambiato. Questa parte di mercato si è contratta, lasciando spazio a quella dei sex toy. I negozi sono percepiti in un modo meno isolato e più integrato con il territorio».

Molti sexy shop sono distributori e analizzando si riscontrano le stesse problematiche di qualsiasi altro esercizio: «Il margine di guadagno sul singolo prodotto non è tanto e di conseguenza vinci, come quasi tutti i negozi di vicinato, sulla quantità di merce venduta. Sono i distributori che riescono ad avere un maggior margine, soprattutto nel caso in cui aprissero una linea diretta, attraverso l’e-commerce o i negozi fisici. È molto importante ricevere finanziamenti pubblici, è come se si trattasse di fasi iniziali di start up, che sono sempre rimaste escluse da queste opportunità. Invece, ce n’è bisogno visto che i negozi di vicinato stanno morendo».

Internet ha stravolto anche questo mercato, ma ci sono cose che non può sostituire: «Dal mio punto di vista è molto importante il contatto diretto con chi ti vende il prodotto, perchè così facendo crei un dialogo e una rete, ampliando anche il discorso culturale. Poi, quando compri un oggetto del genere non puoi non tenerlo in mano: devi capire la vibrazione, la pesantezza, sono aspetti che variano in base ai gusti. Bisogna sentirne l’odore e toccarne il materiale per capire se è di qualità. Questo lo si può fare solo ed esclusivamente solo quando si passa da un negozio o perchè si conosce talmente bene un prodotto da fidarsi del brand e acquistarlo online».

Una categoria che deve reinventarsi di continuo: «Per me i negozi fisici sono fondamentali, ma ora vengono utilizzati spesso per testare dal vivo, per poi cercare sul web lo stesso prodotto a costo inferiore. Non si può certo colpevolizzare il consumatore, poichè è solo un modo diverso di fare acquisti. Bisogna stare un po’ più al passo anche solo come commercianti, con un aiuto da parte degli incentivi e anche una formazione tecnologica per essere sempre aggiornati. Se come sexy shop sei escluso da questo tipo di benefit, per forza che poi rischi di morire, oltre al problema della grossa distribuzione. Bisogna andare nei sexy shop e parlare con chi vende le cose. Sono persone formate, capaci e anche molto più semplici di quello che si immagina».