Ecco chi si cela dietro la voce “choc” di Live – Non è la d’Urso

Ecco chi si cela dietro la voce “choc” di Live – Non è la d’Urso

20 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

L’incredibile attenzione mediatica verso la saga Pamela Prati/Mark Caltagirone ha fatto diventare virali le clip di Live – Non è la d’Urso, creando grande curiosità intorno alla voce “choc” dello speaker. Il talk show del mercoledì sera – grazie anche al caso che coinvolge la celebre soubrette – sta riscuotendo un grande successo di pubblico. Se resta il mistero su chi si cela dietro Mark Caltagirone e tutto l’affollato albero genealogico, tra poche righe verrà, invece, svelato un altro mistero: di chi è la voce profonda e minacciosa delle clip del programma di Barba d’Urso?

Si tratta di Andrea Piovan. Attore, doppiatore e speaker con una carriera lunga trentacinque anni. Iniziata nelle radio locali di Mestre, sua città natale, e proseguita tra Londra, Parigi e Milano. Una carriera invidiabile, tra palco e studi di doppiaggio, che l’ha portato ad essere dal  2007 la voce ufficiale di Retequattro. La sua voce è davvero famosa. Ha doppiato il Capo di Art Attack. È il narratore dei documentari di Discovery Channel. Inoltre, gli appassionati di videogiochi ricorderanno certamente la voce di Liquid Snake di Metal Gear Solid.

Il successo del programma di Barbara d’Urso ha portato sotto i riflettori un grande artista capace di creare delle vere magie nel buio della sala doppiaggio.

  • Una lunga carriera iniziata nelle radio della sua città…

Sì, tutto è iniziato nel 1982 a Mestre. Io e il mio amico Franco Squizzato avevamo questa passione. Decidemmo di creare una nostra radio: Stereo 98. La sede era vicino all’aeroporto. Non eravamo molto preparati da un punto di vista tecnico per quanto riguarda l’amplificazione del segnale e facemmo un vero casino. Interrompemmo la comunicazione con gli aerei in arrivo e il segnale televisivo della provincia di Venezia. Ci sequestrarono tutto. Il debutto fu un vero fallimento. Riaprimmo dopo qualche mese e la ricordo come un’esperienza formidabile. Oltre a scrivere e presentare i programmi, andavamo direttamente a cercare gli sponsor. Eravamo ragazzini pieni di passione.

  • Poi si è trasferito a Londra e Parigi dove è avvenuto l’incontro con il teatro…

Grazie a due grandi maestri Philippe Gaulier e Jacques Lecoq ho scoperto il teatro. Ho capito come la formazione attoriale potesse dare una svolta alla mia carriera. In particolare, lo studio della maschera neutra è stato un lavoro incredibile. Essa allena la capacità espressiva del corpo senza usare quella del volto, che è coperto dalla maschera appunto. È stato un lavoro fondamentale che mi permette di trasmettere verità ed emozioni attraverso la voce.

  • Che ricordo ha degli anni a Londra?

È stato un periodo unico della mia vita. Lì ho iniziato a lavorare come doppiatore. Ho avuto la fortuna di conoscere Redd Pepper, il più grande doppiatore d’Inghilterra. Lui oltre a essere un professionista unico, ha una storia davvero incredibile. Prima di diventare doppiatore faceva l’autista della metropolitana. Un giorno viaggiava sul convoglio un autore di un famoso programma televisivo. Questo autore rimase estasiato dalla sua voce che annunciava le fermate e lo preso come speaker per il suo programma. Quel giorno la sua vita è cambiata.

  • È necessario per essere un bravo doppiatore avere una formazione attoriale?

Nel doppiaggio è fondamentale la tecnica. Bisogna avere un’ottima articolazione e dizione. Tuttavia, chi ha una formazione attoriale riesce a unire la precisione della tecnica a un’espressività coinvolgente. Per questo motivo il doppiaggio italiano è così apprezzato nel mondo. La voce è il risultato di emozioni e vissuto.

  • Com’è nata quest’esperienza a Live – Non è la d’Urso?

È partito come un gioco. Io sono tutti i giorni agli studi Mediaset di Cologno Monzese. Un fonico con cui collaboro quotidianamente mi chiede se voglio fare un provino per Live. Mi spiega che un autore del programma era appena stato in America e cercava una voce che potesse ricordare i trailer del cinema d’oltreoceano. L’autore Domenico di Bernardino come mi ha sentito pronunciare le prime parole dice: “interrompiamo i provini. Questa è la voce che stavo cercando”.

  • Queste clip raggiungono dei picchi d’ascolto molto alti…

Credo siano particolarmente coinvolgenti. È un nuovo modo di raccontare. Il mio ruolo è quello dell’inquisitore. Lo speaker non si limita a raccontare, ma giudica. Questa voce “choc” mi sta portando tante proposte lavorative. Mi scrivono tante persone sui social che vogliono dei messaggi vocali con la voce di Live. Non mi aspettavo una tale attenzione mediatica.

  • Cosa consiglia a un giovane che vuole intraprendere la sua carriera?

Di studiare tanto. In questo mestiere non si finisce mai di studiare. Ho 56 anni e ogni giorno mi alleno con scioglilingua, esercizi di articolazione, dizione. A chi mi dice “chi te lo fa fare?”, rispondo “la passione”.

  • Qual è la voce che ha preferito interpretare?

La voce di Live mi piace molto. Mi ha spinto oltre la mia comfort zone. Mi sento come un funambolo sulla corda. Ho la possibilità di sperimentarmi ed è molto bello. Mi diverto tantissimo. Amo anche la voce dei documentari. Ora sto doppiando un documentario della Bbc intitolato Cacciatori di meteoriti. Mi piace molto raccontare coinvolgendo lo spettatore.

  • A cosa pensa quando crea una voce?

Non c’è un riferimento preciso. Sono immagini continue. Dal teatro al cinema, passando per la musica. È la prima volta che lo racconto: durante gli speakeraggi mi metto in cuffia dei brani musicali che possano creare l’atmosfera adatta. Mentre registro ascolto in cuffia una musica che mi possa autocondizionarmi. Per le clip di Live uso una musica rock, dark.

  • A quale attore straniero vorrebbe prestare la sua voce?

Leonardo Di Caprio o Al Pacino. Entrambi però sono già doppiati magistralmente, rispettivamente, da Francesco Pezzulli e Giancarlo Giannini. Sono dei sogni ormai irraggiungibili. Tuttavia, sono sinceramente soddisfatto di quello che ho fatto finora. Se penso che ero partito come dj nella provincia veneta…