Etnico è trendy, ma Italiano è meglio

Etnico è trendy, ma Italiano è meglio

20 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Bocche cucite, tra camerieri impegnatissimi anche se ancora non c’è nessun cliente e titolari che non capiscono l’italiano. Così i ristoranti giapponesi e cinesi rispondono ai controlli dei Nas, che hanno trovato non in regola metà di quelli etnici, soprattutto gli ‘All You Can Eat’, mangi tutto quello che vuoi a prezzo fisso. Meno ‘timidi’ i kebabbari, ma solo dopo una lunga trattativa. E sulla difensiva, prima ancora che le domande comincino: “Qui tutto ok, clienti ok. Tutto a posto”. Cerchiamo di spingerci un po’ oltre, per sapere come mai in Italia piaccia così tanto il kebab: “Costa poco, è subito pronto ed è buono”. I tre ingredienti del successo paiono essere questi nel locale turco. Si sbottona un po’ di più uno dei camerieri: “E’ il primo anno che ci siamo noi qui, ma questa kebabberia esiste da dieci anni. Abbiamo notato che c’è stata una crescita nella clientela”. Tanti sorrisi, insomma, anche da parte di un altro ragazzo che sta sistemando il banco: “Il lavoro mi piace? E’ bello, normale”.

All-focus

Potrebbero esultare per le disgrazie altrui i ristoratori italiani, ma Giacomo della paninoteca ‘Giò Me Gustav’ dà un’altra chiave di lettura a ciò che è successo: “Dispiace perché si tratta di commercianti come noi, anche se stranieri”. Ma come mai l’etnico fa tendenza in Italia, patria della buona cucina? “Perché c’è molta curiosità, penso che si provino per questo motivo locali non nostrani”. Il made in Italy pare comunque essere sempre al primo posto, come dimostra il 30 per cento di più di ristoranti e bar nel nostro Paese: “E’ un retaggio culturale, il cibo italiano riporta alla cucina delle mamme e delle nonne, fa parte di noi stessi. Poi non c’è dietologo che non consigli la dieta mediterranea”.

All-focus

Ma se è vero che l’etnico piace, tra i passanti incontriamo Claudia, 18 anni, che invece ammette di non frequentarli: “Non mi piacciono, quello italiano è il cibo migliore. Io ho viaggiato tanto e senti la differenza tra la cucina tricolore e le altre. La dieta mediterranea è sana, priva di spezie, consigliabile”. Giudica normale, però, che in tanti provino anche l’esotico: “Alla gente piace diversificare, non rimanere nel proprio orto. Il kebab? Non l’ho mai provato. I McDonald’s? Sì, qualche volta, soprattutto quando sono all’estero. Mi piacciono, ma ci vado una o due volte l’anno al massimo”.

Insomma, verde, bianco e rosso restano i colori preferiti in cucina. Quando ci si sposta su altro, lo si fa per comodità (poco tempo per cucinare), per risparmiare e, sì, perché ogni tanto un sapore diverso stuzzica l’appetito. Difficilmente i Nas potranno incidere sui gusti dei nostri concittadini. Anche se la qualità di una buona dieta è solo e soltanto quella nostrana. Parola dei consumatori.