Il sexy shop che ti risolleva… l’economia

Il sexy shop che ti risolleva… l’economia

20 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

L’idea è questa: saranno disponibili in totale, per tutti i negozi incentivabili, 28 milioni fino al 2022 e 20 milioni dal 2023. I sexy shop vengono tolti dalla lista tabù, dove erano seduti a fianco di Compro Oro e centri scommessa.

Un settore già colpito dalle chiusure dei negozi: dal 2015 c’è stata una flessione del 5,4% delle attività. In base ai dati InfoCamere-Unioncamere di Movimprese, aggiornati a marzo 2019, i sexy shop in Italia sono 315, quasi la metà nel Nord Italia e concentrati soprattutto in Lombardia (69), Lazio (34) ed Emilia-Romagna (33). Non si tratta di un mercato in crescita. Anzi. Gli ultimi anni registrano una lenta ma costante contrazione. Rispetto al 2015, in cui si contavano 333 punti vendita, la flessione è stata del 5,4%. E all’origine delle chiusure non sembrano esserci rigurgiti puritani, quanto piuttosto i conti in rosso di una crisi che non risparmia più alcun settore. Troppe spese e poche entrate. E i negozi stanno abbassando le serrande, complice forse il ben più discreto e-commerce probabilmente.

Una recente analisi compiuta da MySecretCase sexy shop online, uno dei massimi punti di riferimento nazionali nella vendita di sex toys, forte di più di 200 mila visitatori unici mensili, rivela che sono le donne le maggiori acquirenti di sex toys, con una quota di “mercato” che è pari al 40%, contro un 25% maschile, e contro un 35% di acquirenti in coppia. Tuttavia, sono proprio le coppie a rappresentare la parte più dinamica di compratori di giochi erotici, a dimostrazione che il ricorso ai sex toys è sempre più interpretabile come qualcosa da condividere in coppia, anche per poter rinvigorire il proprio rapporto e renderlo più piccante e vivace. In tale ambito, la spesa media per un sex toy si aggira tra gli 80 e i 90 euro a testa. Chi compra, inoltre, generalmente lo fa attraverso un dispositivo mobile e in orario di ufficio.

Chiarito ciò, e passando a una breve analisi dei dati per età anagrafica, sono i più giovani ad essere più dinamici in termini di acquisti, e anche in questo caso la parte femminile la fa da padrona: le ragazze etra i 20 e i 30 anni hanno comprato il 300% in più rispetto al 2016, davanti alla fascia tra i 30 e i 40 anni (+ 200%) e quella tra i 40 e i 50 anni (+ 200%), con preferenze verso vibratori a doppia stimolazione e palline vaginali. Se invece si passa all’universo maschile, i sex toys più gettonati sono gli anelli fallici e i masturbatori wireless. A proposito di questi ultimi, le nuove tecnologie avanzano anche nei giochi erotici: i sex toys in assoluto più acquistati dalle coppie sono infatti i vibratori regolabili a distanza con app, che possono dunque creare un momento di condivisione e di intimità anche se i due partner si trovano a chilometri di distanza.

Non poteva poi mancare anche la versione shop h24, un negozio in cui la parola d’ordine è privacy. Non ci sono commessi, ma macchinette simili ai distributori di bibite e merendine. L’ingresso è piuttosto nascosto, tendenzialmente con un semaforo verde o rosso che indica se dentro al sexy shop c’è già qualcuno. Nel negozio, infatti, è possibile entrare solo uno o due alla volta, dopo aver dimostrato di essere maggiorenni strisciando la tessera sanitaria, proprio come si fa ai distributori di sigarette. All’interno, un ambiente quasi da centro estetico, ben lontano dai sexy shop scuri e un po’ tristi evocati in qualche vecchia pellicola. Pannelli rosa, fotografie in bianco e nero, illuminazione con lampadine a forma di cuoricino, scritte “love” sui muri e persino due cestini per la raccolta differenziata. Il tutto nell’ottica di cercare di avvicinare e mettere a proprio agio anche la clientela femminile, solitamente più pudica. E poi un televisore in grado di mostrare quello che avviene all’ingresso.