La tecnica del “pomodoro”

La tecnica del “pomodoro”

20 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Chiunque, come la sottoscritta, bazzichi per blog e gruppi social in tema “organizzazione”, sicuramente si sarà imbattuto anche solo di sfuggita nella tecnica del “pomodoro”. Questo è infatti uno dei metodi più semplici e più noti per gestire il tempo nello studio e nel lavoro.

Il funzionamento è davvero estremamente intuitivo. Innanzitutto, occorre una buona programmazione del lavoro da fare. Quindi, la tecnica prevede di programmare dei timer da 25 minuti ogni volta in cui si inizia un’attività. Per quei 25 minuti, occorre lavorare senza distrarsi o interrompersi. Al suono del timer, ci si prende una pausa di cinque minuti. Ogni quattro “pomodori”, ossia sessioni da 25 minuti, ci si merita una pausa tra i 15 e i 30 minuti.

Un metodo davvero semplicissimo, dunque. Chiunque potrebbe farcela a stare concentrato per 25 minuti, giusto? Ebbene, una delle poche ma essenziali cose da sapere quando si prova la tecnica pomodoro è che probabilmente le prime volte si fallirà. Niente di strano: non occorre andare in paranoia o pensare di essere dei casi persi. Soprattutto in quest’epoca che ci bombarda di stimoli, 25 minuti di concentrazione sono davvero un piccolo traguardo e come tutti i traguardi richiedono un certo allenamento. Perseverate e ce la farete.

Un’altra delle piccole ma importanti avvertenze da conoscere per usare al meglio questo metodo è che la suddivisione dei minuti va applicata in modo preciso. Nel momento in cui il timer ci segnala che i 25 minuti sono scaduti, il lavoro va sospeso, senza dilazioni per dare l’ultimo tocco. Il rischio è quello di “sballare” poi tutto il resto, allungando anche le pause.

Poi: stare senza distrazioni è un’utopia. Il creatore del metodo, Francesco Cirillo, distingue fra due tipi di distrazione: interna ed esterna. La prima, insomma, è la banale voglia di fare altro. Un metodo per “abbatterla” sul nascere è quella di identificare e scrivere quello che ci viene in mente di fare. La tentazione, in questo modo, dovrebbe già perdere buona parte della sua efficacia. Per quanto riguarda invece le distrazioni esterne, ossia l’intervento di familiari o colleghi con richieste e simili, è bene informarli velocemente che stiamo lavorando e concordare un altro momento per affrontare la questione. Per quanto riguarda il lavoro in casa, comunque, deve essere chiaro ai conviventi che si tratta sempre e comunque di lavoro e che le interruzioni, a meno che la casa stia andando a fuoco, non sono particolarmente gradite. Questo insegnerà a noi (e agli altri) anche a gestire le priorità.

Sul web sono disponibili diverse applicazioni per lavorare con il metodo del pomodoro, ma anche un banale timer da cucina è più che sufficiente per adottarla. Il nome di questo sistema, infatti, prende il nome proprio dai vecchi timer da cucina, che spesso avevano appunto la forma di un pomodoro.