L’estate da una finestra all’altra

L’estate da una finestra all’altra

20 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Al Nord si salutano a stento, probabilmente più per educazione che per altro. Magari senza neanche sapere come si chiama il vicino che si è affacciato al balcone. Al Centro, invece, tirano fuori le loro ugole d’oro e iniziano a chiacchierare da un terrazzo all’altro. Incitati da chi sente meno: “Parla più forte”. Così, in estate, si svolgono dialoghi surreali tra persone che abitano nella stessa strada. Gli argomenti sono molteplici. I pettegolezzi volano da un palazzo all’altro. Quando l’aria inizia a farsi più fresca, come se fossimo nel bel mezzo di un Ramadan, si alzano le tapparelle, si aprono le imposte e inizia il chiacchiericcio. Che in qualche caso andrà avanti fin pure a mezzanotte.

L’estate da queste parti è anche questo. Parole incrociate da finestra a finestra. Seduti su una sedia o in piedi a fumarsi una sigaretta. Alcuni a torso nudo. Non uno bello spettacolo, va detto, ma la comodità prima di tutto, vero? L’attività preferita da alcuni soggetti, qui al Centro, pare essere proprio questa la sera: raccontare le ultime novità al vicino o alla vicina. Meglio di qualunque serie tv, di qualunque show, di qualunque partita mondiale.

Al Nord no. Anche d’estate la riservatezza e la freddezza prima di tutto. Anche qui scema il caldo quando fa sera, ma la finestra di casa è semichiusa (non sia mai che l’altro veda come è arredato il soggiorno). Il vociare è al massimo sussurrato, mai urlato da una parte all’altra della strada. C’è un che di rassicurante nel vedere che anche l’altro si gode un po’ di fresco. Significa che sta bene, che è sopravvissuto a un’altra giornata di canicola. Di più non c’è da sapere, non è nelle corde del settentrionale impicciarsi troppo dei fatti dell’altro. Anche per evitare che faccia lo stesso con noi. Qui, niente Ramadan. La vita prosegue come sempre. Si guarda la tv, si aspetta che il sonno traghetti al giorno successivo. L’ultimo pettegolezzo non è fondamentale. Il caldo si combatte più con l’aria condizionata che con le imposte aperte, anche perché in molte città le zanzare sono un flagello quando fa sera. A ben pensarci, anche le imposte non sono così comuni. Insomma, sono due mondi molto distanti. Quasi quanto casa del vicino.