L’Italia del calcio femminile è quella delle prime volte

L’Italia del calcio femminile è quella delle prime volte

20 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Sorpresa per l’intero movimento l’interesse di pubblico e sponsor per questi Mondiali di calcio femminile di Francia 2019. La squadra di Milena Bertolini è quella delle prime volte: la prima volta su Rai1 alle 21, la prima volta alla testa di un girone. La prima volta che riesce a far appassionare e tifare quasi tutta la nazione.

Nel 1933 il fascismo vietò il calcio giocato dalle donne. Martedì sera la Nazionale femminile di calcio ha sbarcato per la prima volta su Rai1. Un traguardo per le nostre atlete e per il calcio italiano. Come sottolineato dalla c.t. Milena Bertolini: «Andare su Rai 1 alle nove di sera è qualcosa di storico, è molto importante per tutto il movimento, perché fa avvicinare sempre di più gli italiani a noi. Ha grande rilevanza in termini sociali e culturali».

È forse la visibilità mediatica la vera novità di questo Mondiale femminile di calcio in corso in Francia. Basti pensare ai 9,8 milioni di francesi davanti alla tv per il debutto di Wendie Renard e compagne contro la Corea del Sud e ai 6,1 milioni di britannici affascinati dalla sfida contro la Scozia. Come ha sottolineato Pilita Clark sul Financial Times, si tratta di un’«esplosione di interesse commerciale per il calcio femminile, che è al tempo stesso impressionante e dirompente».

Più che altrove forse, in Italia il problema per il calcio giocato dalle donne è culturale. E parte da lontano. Era il 1933 quando, in pieno fascismo, venne fondato a Milano il «Gruppo femminile calcistico», il primo club di donne: le ragazze scendevano in campo con delle sottane. Uno spettacolo indecente secondo il Coni e il Regime, che solo otto mesi dopo vietarono alle ragazze di giocare a calcio pubblicamente. Gli sport permessi e «utili alla integrazione morale e fisica delle migliori qualità muliebri», si legge sulle colonne del Littoriale (organo ufficiale del Coni) del 22 novembre 1933, sono solo «alcune prove, proporzionalmente e scientificamente ridotte, di atletica leggera; il fioretto per la scherma, il pattinaggio artistico, la ginnastica collettiva, alcune prove di nuoto e il tennis». Di cross, fuorigioco o contropiede insomma nemmeno a parlarne.

Le Sorelle d’Italia chiudono il gruppo C al primo posto per la prima volta nella storia. Sconfitta indolore contro il Brasile decisa da un rigore di Marta nel secondo tempo. Decisiva la differenza reti globale (+5) sulle due avversarie. Australia (vittoria 4-1 sulla Giamaica) seconda, brasiliane terze e qualificate. Ora l’ottavo di finale il 25 giugno a Montpellier, contro una delle migliori terze, possibile incrocio con Nigeria o Cina. Marta, il capitano giallo verde, raggiunge così quota 17 gol nella storia dei Mondiali superando anche il record maschile di 16 di Klose.