Ristoranti, è boom: +27 per cento tra il 2011 e il 2019

Ristoranti, è boom: +27 per cento tra il 2011 e il 2019

20 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli

Gli italiani mangiano sempre di più fuori. Tanto che in otto anni ne sono stati aperti 30 mila in più. In barba alla crisi, verrebbe da dire. Oggi, in Italia, se ne contano 142.958, +27 per cento. Il Paese che cucina preferisce che siano altri a farlo. Fa sensazioni che proprio il Centrosud, patria della buona cucina e della famiglia, sia la zona dove più imprese della ristorazione abbiano deciso di tirare su la saracinesca e iniziare l’attività. Niente più lasagna di mammà, insomma, ma specialità dello chef.

Lo studio di Unioncamere-Infocamere ha preso in esame il periodo 2011-2019. Nel 2017, le imprese della ristorazione hanno fatto un giro d’affari di ben 11,6 miliardi. Troviamo, compresi nella categoria, sia i piccoli ristoranti a conduzione familiare sia quelli grandi, passando per le reti di franchising. Il 32,6 per cento del totale è società di capitale, il 31,7 per cento di persone, il 34,4 imprese individuali. Un’impresa su quattro ha al comando una donna, under 35 e stranieri sono l’11 per cento.

La città di Roma è la patria del turismo e del ristorante. Se ne contano più di 13 mila (+41 per cento), al secondo posto molto distanziata c’è Milano, l’altra capitale, ma dell’economia (7.786, +64 per cento). Siracusa è però la città che ha avuto la maggiore crescita, +72 per cento. Nord, Centro e Sud, quindi. Lo stivale non fa differenze quando si tratta di mettere le gambe sotto il tavolo. Delle oltre 30 mila realtà in più rilevate a marzo 2019, il 37 per cento si trova nel Mezzogiorno, il 28 per cento al Centro. In Sicilia c’è stata una crescita del 50 per cento (2.847 imprese in più), poi ecco la Campania (3.661, +39,8 per cento) e il Lazio (4.743, +37,3 per cento), La Lombardia è invece la regione con il maggiore numero di ristoranti, 20 mila, e il saldo più elevato all’anno. A parte Milano (terza con +64 per cento nel periodo 2011-2019), le prime cinque piazze sono tutte occupate da città siciliane: Siracusa, Catania, Palermo e Trapani, tutte oltre il 50 per cento di crescita negli ultimi otto anni. All’estremità opposta troviamo Enna e Aosta, che hanno invece perso imprese di ristorazione: un’eccezione alla regola.