Ristoranti etnici: irregolari metà di quelli controllati dai Nas

Ristoranti etnici: irregolari metà di quelli controllati dai Nas

20 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Un disastro. Quello che i Nas hanno trovato nei ristoranti etnici controllati in tutta Italia. Cibi scaduti, scongelati e poi ricongelati, nessun rispetto delle norme igieniche, etichette illeggibili, importazioni vietate. Ne va della salute di chi mangia etnico. E sono tanto. Le irregolarità hanno riguardato 242 strutture, la metà di quelle ispezionate dai militari. Il problema si presenta bello grosso in particolare negli ‘all you can eat’: il 48 per cento non ha passato l’esame. Sono state 22 le attività chiuse o sospese, ben 477 le violazioni di legge riscontrate, 128 le tonnellate di cibo sequestrate dal Nucleo Anti Sofisticazioni.

Non solo ristoranti e locali, ma anche depositi di alimenti etnici e grossisti: nel 41 per cento dei casi sono emerse irregolarità, Le 128 tonnellate di prodotti ittici, carne e vegetali sono state tolte da scaffali e cucine perché non idonee al consumo, principalmente perché prive di tracciabilità e in cattive condizioni di conservazione. Il controvalore è di 232 mila euro. I Nas hanno poi trovato magazzini abusivi utilizzati per lo stoccaggio dei prodotti, cucine in cattive condizioni igienico-sanitarie, ambienti privi dei requisiti sanitari minimi, ma anche di quelli strutturali e di sicurezza per i lavoratori. I provvedimenti di sospensione o di chiusura dell’attività per 22 imprese commerciali hanno un valore di 5,3 milioni di euro.

Oltre alle 477 violazioni penali e amministrative, si contano 23 operatori del settore alimentare deferiti all’autorità giudiziaria. Per altri 281 sanzione per infrazioni amministrative per un totale di 411 mila euro. Nell’ambito penale, i reati più riscontrati, in totale 27, sono frode in commercio e cattiva conservazione degli alimenti.

Il generale di divisione dei Carabinieri, Adelmo Lusi, così ha commentato l’operazione e i suoi riscontri: “Particolare attenzione è stata riservata agli esercizi di ristorazione veloce e a quelli che adottano la formula ‘all you can eat’, per accertare che mantengano i livelli essenziali di corretta prassi igienica e la fornitura di materie prime idonee ad assicurare un livello accettabile di sicurezza per il consumatore. Il piano di controlli è stato realizzato con una metodologia finalizzata alla verifica del rigoroso rispetto delle procedure di preparazione, conservazione e somministrazione degli alimenti, dello stato igienico e strutturale dei locali di ristorazione e degli esercizi di vendita al dettaglio di prodotti preconfezionati, del mantenimento della catena del freddo, soprattutto in relazione al cibo da mangiare crudo, estendendo la vigilanza anche ai canali di importazione e distribuzione delle derrate alimentari e delle materie prime provenienti da Paesi esteri, gestiti da aziende di commercio all’ingrosso, di deposito e di trasporto”.

Un commento è arrivato anche da Giulia Grillo, ministro della Salute: “Ben vengano le cucine etniche, a tutti piace il sushi, ma ‘all you can eat’ non può fare rima con rischio di intossicazione alimentare: le regole valgono per tutti. Non si mette a rischio la salute dei cittadini con pratiche illegali per mantenere i prezzi stracciati”. E poi ancora: “Manca spesso la conoscenza del nostro sistema di regole, che è tra i più avanzati a livello mondiale, e su questo bisogna lavorare. Grazie ai nostri Carabinieri del Nas che fanno luce su un settore in grande espansione e richiamo soprattutto per le generazioni più giovani. A tutela di tutti sia ben chiari che etnico non deve far rima con fuorilegge”.