Sarri nuovo allenatore Juve

di Franco Leonetti –

Un mese di attesa, fattore anomalo e strano in casa Juve. Poi, ecco l’annuncio: Sarri è il nuovo condottiero bianconero per il prossimo triennio. Una scelta che fa discutere il popolo bianconero, chi si schiera con il nuovo arrivato per il bel gioco, chi avrebbe voluto un altro tipo di coach dal pedigree specchiato e vittorioso, chi addirittura rimpiange Allegri. Pronti via, ora starà all’allenatore toscano dimostrare di essere da Juve sul campo, e che la svolta filosofica di impostazione gioco, voluta della dirigenza, è stata la scelta giusta.

La società ha optato per un’impronta diversa nel creare e impostare l’azione, con una propensione più spiccata all’attacco. Tutto molto bello sulla carta, ora però Sarri dovrà portare, non solo estetica, ma anche concretezza, e ha tutti i numeri per farlo, perché nel calcio contano i risultati. Se sul piano tecnico tattico nessuno ha da ridire, i problemi giungono sotto l’aspetto dialettico-relazionale sfoggiato nel recente passato. Personalmente non ricordo un allenatore professionista che abbia mai pronunciato frasi irriguardose e lesive sulla reputazione della Juventus così gravi come quelle dette da Sarri nei tre anni di Napoli, dove era diventato una sorta di capopopolo partenopeo.

Le scuse puerili adottate per giustificare certe sconfitte, discorsi su scudetti persi in albergo, campionati dei bilanci e il fatturato come unico merito per le vittorie, insomma Sarri, ha l’assoluta necessità istantanea di mutare rotta e chiedere scusa per le infelici locuzioni formulate negli anni. L’ambiente Juventus sa mutuare gli atteggiamenti, anche quelli infelici del passato, la Juve screma, insegna, arrotonda, smussa e leviga. Ma starà solo al nuovo allenatore, presentarsi al meglio e rappresentare degnamente i colori dei Campioni d’Italia in carica.

Filtrano le prime indiscrezioni sul pool di assistenti che si porterà a Torino. Nello staff tecnico, probabile l’inserimento di Barzagli e il vice Martusciello, in uscita dall’Inter, Sarri dal Chelsea porterà buona parte dei suoi uomini (Marco Ianni, Massimo Nenci, Davide Ranzato, Davide Losi, Gianni Picchioni) ma non Paolo Bertelli, che non tornerà alla Juve. Sarri sa trasferire i suoi concetti calcistici alla squadra, sa pianificare il gioco. Le sue compagini divertono e sfoggiano calcio di qualità ma, ad oggi hanno vinto poco, ebbene alla Juventus, Sarri dovrà essere capace di coniugare entrambi i concetti: gioco brillante e vittorie di peso. Una sfida ardua, una responsabilità immensa, a cui è chiamato il tecnico toscano, la Juve è reduce da tanti successi consecutivi in Italia, ora serve il cambio di mentalità e di passo per raggiungere l’agognata Champions League, che da troppo tempo i tifosi attendono.

Ecco, la bontà e il successo della sfida si giocherà lì, in Europa. Maurizio Sarri troverà una Juve già fortissima e con un organico di stampo continentale, di conseguenza la campagna acquisti estiva dovrà essere finalizzata a portare alla corte della Vecchia Signora, giocatori funzionali al nuovo progetto targato Madama. Non resta che attendere i primi sviluppi, nel frattempo la Juventus ha cambiato pelle, per cercare di raggiungere il trono d’Europa. Con Sarri sulla plancia di comando.

Rispondi