Totti lascia la Roma

di Franco Leonetti –

Un addio al veleno in 75 minuti di conferenza stampa. Lunedì 17 giugno, per i tifosi della Roma, è stata una data storica, il loro idolo, la loro bandiera giallorossa si è ammainata. Francesco Totti se ne va dalla sua amata squadra e vuota il sacco, facendo letteralmente a pezzi l’attuale dirigenza, svelando ogni singolo dettaglio che lo ha visto coinvolto, e spesso lasciato ai margini. Parole dure come lance aguzze, solo tanto amore verso i colori sociali, il tifo, il suo popolo.

Un esordio soft: “”Ho annunciato con una mail al Ceo della societa’ le mie dimissioni da dirigente della Roma. E’ un giorno che speravo non sarebbe mai arrivato”: cosi’ Francesco Totti, dal salone d’Onore del Coni, ha ufficializzato il suo addio alla Roma. Poi, sulle domande dei colleghi incalzanti, diventa un fiume in piena e svela passaggi succosi: “Io l’ho sempre detto che il presidente deve stare sul posto…quando c’è il presidente tutti stanno sull’attenti. Se ho preso questa decisione è perché non mi hanno mai messo in condizione di poter fare niente

È sempre stato un pensiero fisso di alcune persone di levare i romani dalla Roma “. Parole al vetriolo anche per altri dirigenti: “Dico che non e’ stata colpa mia perche’ non sono mai stato coinvolto in un progetto tecnico. Da 8 anni a questa parte – specifica l’ex capitano romanista – quando sono entrati gli americani, hanno cercato in tutti i modi di poterci mettere da parte. Man mano che passavano gli anni hanno cercato di farlo in tutti i modi, hanno voluto questo e alla fine ci sono riusciti. Il mio rapporto con Franco Baldini? Non c’è mai stato un rapporto e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è normale che ci sono degli equivoci e dei problemi interni alla società. Uno dei due doveva scegliere, e mi sono fatto da parte io, perché troppi galli a cantare non servono in una società, fanno solo casini e danni.

E alla fine quando cantavi da Trigoria non lo sentivi mai il suono, l’ultima parola spettava sempre a Londra. Era inutile dire cose, fare, l’ultima parola spettava ad altri, perciò era tempo perso”. Totti nella conferenza stampa d’addio alla Roma ci va giù duro: “Ho visto giocatori dopo partite perse che ridevano, dirigenti ai quali magari stava bene perdere, io amo la Roma e queste cose non fanno per me, non mi hanno mai coinvolto in nulla, con Pallotta ho avuto un colloquio in due anni da dirigente, per rientrare nella società, per quanto mi riguarda, serve un’altra proprietà. L’unico allenatore che ho chiamato di persona è stato Antonio Conte.

Gli altri nomi che ho letto in questi giorni, da Gattuso a Gasperini, da De Zerbi a Mihajlovic, sono pura fantasia, anzi fantascienza” ha ribadito Totti. E sulla questione De Rossi non si risparmia ricordando che già a settembre aveva detto alla società di parlare con il capitano. “Sono e resterò sempre un tifoso della Roma. E quindi andrò allo stadio.  Anzi, sapete che faccio? Prendo Daniele e insieme andiamo a vedere una partita in Curva Sud, sempre se non va a giocare da qualche altra parte”. Francesco Totti ammette di aver avuto delle offerte, da club italiani, da Fifa e probabilmente dalla Federazione, e sta pensando alla soluzione migliore per lui, perché vuole fare il dirigente.

La Roma ne esce spezzata, dilaniata nella dirigenza, nell’ambiente, e con i tifosi che inevitabilmente saranno al fianco del loro idolo. Brutti tempi per Pallotta e soci. Totti ancora una volta, ha dimostrato di essere tutto cuore, orgoglio e sincerità, lui ama davvero i suoi colori sociali, qualcuno in seno alla società dovrà riflettere pesantemente, e magari farsi da parte.

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