Che cos’è la maturità? La parola ai maturi e ai maturandi

di Federica Pirola –

“Sicuro adesso non lo rifarei neppure se mi dessero CFU aggratis”. Quello a cui fa riferimento Giulia è l’esame di maturità e, per capirci, i cfu sono i crediti formativi universitari, necessari per conseguire la laurea. 

Ognuno vive la maturità a suo modo, ma forse può essere interessante  analizzare il punto di vista di chi la maturità l’ha già fatta, i “maturi”, e chi invece la deve ancora fare ( o per lo meno finire), i “maturandi”. Il risultato è questa intervista, che ho immaginato simile a una rappresentazione teatrale, in cui maturi e maturandi dialogano, rispondendo alle mie domande.

Il risultato è più o meno questo: 

Bene, cominciamo dall’inizio: “Che cosa è per voi l’esame di maturità?

Eleonora, matura da 2 anni, se lo ricorda così: “ l’equivalente delle Colonne d’Ercole” e crede che : “la sensazione sia la stessa per ogni ragazzo di diciannove anni: sembrano impossibili da superare e l’unica cosa che ci si aspetta durante e dopo è la fine del mondo.”. Dopo il suo incipit apocalittico, però, aggiunge: “l’esame di maturità è davvero la prima importante prova che ogni ragazzo deve affrontare, la prima di tante, ma proprio per questo forse la più difficile, almeno dal punto di vista psicologico.” . Anche Chiara è della stessa idea, infatti dice che il fatidico esame “prepara a gestire sentimenti complessi provati tutti insieme contemporaneamente, in modo tale che nell’ambiente universitario o nell’ambiente di lavoro, quando esami e prove saranno all’ordine del giorno, ognuno possa avere un punto di riferimento da cui partire.”

Tuttavia, ci sono anche persone come Clarissa che, dopo aver fatto la maturità e intrapreso un percorso universitario, si rendono conto che non aveva tutta quell’importanza tale da spenderci così tante energie. E in effetti a volte questo esame sembra proprio essere uno spauracchio, volto solo a caricare d’ansia gli studenti al fine di dare un voto. Che poi, come è possibile valutare un percorso di 5 anni solo con una serie di prove? Rimango perplessa…

Tra i maturandi però Francesco ricorda che “concretamente, per quanto possiamo essere d’accordo o meno, il diploma è necessario per accedere a molte facoltà universitarie, diventa quindi il prerequisito per costruirsi un futuro”. 

A questo punto però mi chiedo da cosa dipenda la maturità di una persona e prontamente  la matura Elisabetta risponde: “Maturità è avere i mezzi necessari per affrontare le varie situazioni della vita, avere sempre una modalità intelligente e pronta.”. Camilla, maturanda, è della stessa idea e precisa che maturità è “essere in situazioni nuove a cui non siamo abituati e interagire con persone più grandi di noi. Questo ci spinge ad allontanarci sempre di più dalla fase ingenua e infantile facendoci diventare giovani adulti”. Insomma, per utilizzare le parole di un altro maturando, Marco: “Sicuramente passare la maturità non è essere maturi.”.

Può sembrare banale come discorso, ma troppo spesso i ragazzi tendono a definirsi in base a un voto, a cui danno il grande potere di giudicarli. Al contrario, ognuno è quello che è grazie alle sue esperienze, ai suoi incontri, all’ambiente in cui è cresciuto e tanto altro, non da un numero. 

Forse ha ragione Giulia nel dire che : “ La maturità sta nel sentirsi incompleti e quindi aperti.”

Ma passiamo ora ad aspetti più pratici: notte prima degli esami? 

“Dormivo” informa Giulia, “anche io” conferma Elisabetta. 

A parte questi due casi eccezionali, sono molti  i ricordi che affiorano alla memoria dei maturi.

Per esempio Chiara ha passato la notte prima degli esami con i suoi “compagni di sventura” e racconta: “piuttosto che una ripetizione all’ultimo minuto abbiamo preferito darci coraggio a vicenda con la musica che usciva dallo stereo di una macchina.”. Eleonora e Clarissa invece hanno passato quella fatidica notte ascoltando la celebre canzone, rispettivamente davanti alla scuola e in riva al mare. 

Insomma, quello è il momento in cui si sente una grande emozione e sopratutto il sentimento che sta per finire un’epoca. Il liceo è infatti la palestra per tutti: lì si cominciano a fare i primi passi, i primi sbagli. Durante quei 5 anni, tra versioni e compiti a sorpresa, si impara il valore dell’amicizia, di quanto possa salvare e di quanto possa anche deludere. In ogni caso, è un periodo che rimane sempre nel cuore di ognuno di noi. 

Il futuro però è alle porte e il maturando Francesco infatti mi dice: “ Nessun rimpianto, nè rimorso, si guarda avanti con curiosità e intraprendenza.”. Ma cosa succede dopo il liceo? 

“Comincia la vita vera” dice sorridendo Clarissa. Elisabetta sembra essere d’accordo e, rivolgendosi ai maturandi, dice:  “Non mollate, tenete duro, perchè poi arriverà il bello: quando si va all’Università o si va a lavorare è tutto più difficile, ma non per questo meno entusiasmante, anzi, proprio perchè iniziano le responsabilità”. Lasciarsi la libertà di rimanere stupiti di fronte a ciò che il futuro potrà dare: questo è il consiglio di Giulia.

E infine, Eleonora si rivolge così ai maturandi: “Dimostrate ogni giorno quello che siete, al cento per cento delle vostre possibilità, che alla fine tutti i nodi vengono al pettine e nessuno scappa da chi è veramente.”.

Beh, grazie ragazzi. In bocca al lupo ai maturandi e un pacca sulla spalla a quelli che, come me, sono in sessione d’esame. Ce la faremo.

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