Il bullet journal all’università

Il bullet journal all’università

27 Giugno 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Estate: se per la maggior parte degli studenti è un periodo di riposo, per gli universitari rappresenta forse uno dei momenti più intensi dell’anno. In loro soccorso può arrivare l’ormai famoso bullet journal, di cui abbiamo già parlato. La versatilità del metodo, con la possibilità di inserire a piacimento tabelle, tracker e pagine, lo rende molto adatto a organizzare lo studio. 

Come è noto, il metodo più autentico del bullet journal richiede semplicemente un quaderno (preferibilmente a quadretti o a puntini) e una penna. Anche se uno dei principi chiave del “bujo” è quello di avere tutto il proprio mondo in un unico quaderno (dal tempo libero al lavoro, passando per la cura della casa), per l’università bisogna valutare l’idea di creare un supporto dedicato in esclusiva: il materiale, infatti, è abbondante. Per questo motivo, potrebbe essere utile pensare a un formato grande, come l’A4, eventualmente ad anelli. Per uno studente abituato a viaggiare con libri e quaderni al seguito, non dovrebbe rappresentare un grosso ingombro.

Ora, all’atto pratico, cosa si può inserire in un bujo universitario? Uno dei primi passi da cui partire è sicuramente una visuale sul lungo periodo: quindi un “future log” (così si chiama la visione annuale comunemente usata sul bullet journal) con un calendario che copra l’intero anno accademico, in cui inserire le date degli esami e gli altri appuntamenti salienti.

Di particolare utilità è l’orario settimanale delle lezioni, che sicuramente sarà una delle pagine più consultate.

Ogni insegnamento merita poi il suo spazio. Per ognuno di essi si possono inserire una lista dei libri da studiare ed eventuali note che si ritengono utili, come l’orario di ricevimento dei docenti. Entrando nel vivo dell’attività di studio, ci sono diverse pagine che si possono aggiungere per organizzarlo. In primis, una suddivisione per argomenti: sarà utile per organizzare lo studio in vista degli esami. Non solo: può essere usato anche come forma di controllo per rendersi conto di quali sono i temi su cui la preparazione è più carente per porre rimedio. Molti universitari “bullet journalist” usano anche i tracker: tabelle o grafici in cui segnare le ore dedicate ogni giorno allo studio per ogni materia. È molto utile anche creare un piano di studio su base settimanale, stabilendo in anticipo un numero di capitoli da studiare giornalmente. Tale programmazione si può poi riportare in una normale agenda giornaliera oppure nella sezione “daily” del bullet journal, in modo che ogni giorno si possa sapere con sicurezza quali materie studiare, quali capitoli e/o quali argomenti. Se poi il problema è la concentrazione… Il “metodo pomodoro” può essere un valido alleato.

Un consiglio sempreverde quando si parla di bullet journal. Sul web, spesso, questo metodo diventa sinonimo di “diario artistico”, con disegni, decorazioni e mille colori. Fermo restando che ognuno se lo gestisce come preferisce, il metodo deve essere in primo luogo efficace per l’organizzazione. Il bullet journal va vissuto: è inutile, quindi, creare delle pagine bellissime per poi dimenticare di scrivere i libri citati dal docente perché la penna rosa glitterata deputata al compito è rimasta a casa sulla scrivania e la Bic per gli appunti non è degna di essere usata al suo posto. Sì all’ordine, ma no al perfezionismo maniacale che finisce per snaturare il metodo. Una buona alternativa per usare “al volo” il metodo pur mantenendo un certo ordine può essere l’uso di penne cancellabili. Ma attenzione: se sottoposti a un calore davvero intenso, alcuni inchiostri di questo tipo spariscono! Bullet journalist avvisato…