L’assessore di Cortina: “Scelta italiana per le Olimpiadi 2026 punto di partenza, ma che emozione!”

di Alessandro Pignatelli –

A distanza di 70 anni, Cortina ospiterà di nuovo – nel 2026 – i Giochi Olimpici Invernali. In coppia con Milano. La designazione è arrivata dal Cio, a Losanna, lunedì scorso. Grande festa naturalmente in piazza, nella cittadina in provincia di Belluno, e in Comune. Con il sindaco in Svizzera, a parlare e a raccontare è l’assessore Benedetto Gaffarini. 

“E’ stata una bellissima emozione il momento dell’annuncio. Ma eravamo fiduciosi perché avevamo lavorato benissimo”. Da instancabili lavoratori, a Cortina si pensa già a cosa bisognerà fare: “Quello di lunedì è stato solo il punto di partenza, ora adegueremo le strutture. Non dimentichiamo che nel 2021 ospiteremo già i Mondiali di sci alpino e che il 93 per cento delle infrastrutture è pronto. C’è solo la pista da bob da ristrutturare, poi mancano alcune strade e, chissà, potrebbe arrivare anche il treno per le Olimpiadi”. 

In città si respira l’entusiasmo delle grandi giornate: “Come ha detto il presidente del Cio, a convincere il Comitato olimpico internazionale è stata la grande condivisione del progetto olimpico da parte del Paese. In Svezia c’erano meno persone favorevoli ai Giochi Olimpici”. Una delle ‘mission’, oltre a costruire e a ristrutturare, sarà “non rovinare il bello che abbiamo. Ma sono sicuro che faremo molta attenzione, anche perché sappiamo che questo è un paesaggio dai fragili equilibri”.

La bella notizia traghetta Cortina anche verso nuove opportunità di lavoro: “In totale, tra Milano e Cortina e le zone interessate, avremo 20 mila posti in più. Non dimentichiamo quanto inciderà sul Pil questa manifestazione; il Governo ha deciso di appoggiare la candidatura, non solo politicamente, ma anche dal punto di vista economico-finanziario, dopo lo studio della Sapienza che ha messo in evidenza come entro il 2028 si rientrerà completamente degli investimenti fatti”.

Il lieto fine arriva dopo mesi un po’ tribolati, come ricorda Gaffarini: “All’inizio, l’Italia aveva presentato al Coni tre candidature separate: Milano, Torino e Cortina. Qui, però, si è scelto di fonderle in un’unica per prendere il meglio di ognuna e per venire incontro all’agenda 2020 del Cio su territori troppo allargati che avrebbero rischiato di veder nascere cattedrali nel deserto. A un certo punto, Torino si è sfilata, dopo che il Consiglio comunale ha votato per la candidatura unica o per l’abbandono. E questa è stata la svolta: il Cio ha scelto il trend di Milano e il fascino di Cortina”.

Chiude l’assessore: “In questi giorni c’era già aria di festa perché ricorrevano i dieci anni dall’inserimento delle Dolomiti nel patrimonio Unesco. Faremo un brindisi supplementare per le Olimpiadi”.

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