Le mamme: “Tutto diverso rispetto ai nostri tempi, giusto incoraggiare i figli a scegliere il percorso di studi secondo le loro inclinazioni”

di Fabrina Falanga –

Che sia felice.

Potrà sembrare banale, eppure non è così scontato che sia questa la prima risposta che dà una mamma alla domanda “Cosa desideri per il futuro di tuo figlio?”.

Non perché una mamma non voglia questo. Anzi, non può sperare altro. Il punto è che, in un clima di incertezza e instabilità come quello in cui viviamo da diversi anni a questa parte, è comprensibile anche che la prima cosa a cui si potrebbe aspirare è che il proprio figlio trovi un lavoro stabile, sicuro. Come accadeva qualche anno fa, quando le ambizioni, i talenti, le passioni e i desideri venivano messi da parte per far spazio, invece, alla speranza di trovare il “posto fisso”.

Un domani in continua evoluzione

Notti insonni per preparare gli esami di maturità, ansie da prestazione, pianti. No, niente di tutto questo.

Stefano, dice mamma Flavia, ha vissuto la preparazione alla maturità con tranquillità: grazie ai docenti, spiega, che non hanno messo pressione agli alunni durante l’anno e li hanno preparati a dovere sia didatticamente sia spiritualmente. 

Finiti gli esami, il desiderio di Stefano è quello di iscriversi alla Facoltà di Ingegneria; Flavia racconta che, negli anni, le scelte del figlio riguardo l’Università sono cambiate continuamente e che solamente negli ultimi mesi il ragazzo ha scelto Ingegneria.

“Non so se sarà la scelta definitiva, qualcosa mi dice che non sia ancora così sicuro – conclude la mamma -, ma farà sempre in tempo a cambiare. Nella vita non c’è nulla di irreparabile e cambiare idea è sintomo di crescita. Per me conta solo che sia soddisfatto di quello che decide di fare oggi, soprattutto se è quello che farà nel resto della sua vita”.

La vita soddisfacente ce la si crea

Stesso Liceo Scientifico, stessa sezione… oggi Giacomo rivive la stessa situazione che, trent’anni fa, è toccata alla sua mamma Stefania.

E mentre Giacomo fa gli esami, quello di Stefania è, invece, un periodo di “grandi riflessioni e pensieri. Di turbamenti, per un certo senso”. 

Ma non solo. Perché Stefania parla anche di speranza e ottimismo. Giacomo, racconta la mamma, è un ragazzo positivo, sereno e con tanta voglia di fare: i giusti ingredienti per un futuro da affrontare con i più grandi dei progetti.

Voti, giudizi… “Non sono mai stati così fondamentali per me, forse ho anche sbagliato, ma ho sempre preferito assicurarmi che mio figlio si sentisse soddisfatto e realizzato”.

L’ansia della sera prima e quella della scoperta dei testi degli esami: no, non l’ansia di Giacomo, ma quella di Stefania. Perché tra madre e figlio c’è e ci sarà sempre il filo conduttore dell’emotività, che rende unico il sentimento. E poi l’attesa, quasi eterna, di sapere com’era andata: “Era così sereno, che finalmente mi sono tranquillizzata anche io. Il futuro – aggiunge Stefania – potrebbe far paura se si pensa che, effettivamente, oggi le possibilità lavorative sono molto meno rispetto a un tempo; ma la vita, aggiunge, mi ha insegnato che il lavoro soddisfacente te lo crei con le tue mani e in questo, per Giacomo, sono ottimista”. 

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