Salario minimo, flat tax, manovra: le difficoltà dell’economia

di Fabiana Bianchi –

• La settimana di politica di Cosmo si apre giovedì 20 con la presenza del premier Giuseppe Conte al Consiglio europeo di Bruxelles. Il giorno precedente Conte ha inviato la lettera ai paesi membri sul tema della procedura di infrazione. Anche dal Belgio, il premier si è detto ottimista per quanto riguarda lo stato dei conti pubblici. «La lettera contiene un messaggio politico chiaro – ha affermato – Non vuole dire che non rispettiamo le regole, finché non cambiano le regole sono queste». Conte invoca inoltre regole uguali per tutti: «Vogliamo competere con le sfide globali, ma all’interno dell’Europa le regole devono essere uguali per tutti, competere a parità di armi».

• Venerdì 21, invece, occhi puntati sulla politica estera: è stato fermato con non più di dieci minuti di margine un attacco degli Stati Uniti all’Iran, predisposto dopo l’abbattimento di un drone statunitense da parte dello stato mediorientale. È stato lo stesso presidente Donald Trump a rivelare di avere revocato in prima persona l’ordine di attacco dopo essersi reso conto che le 150 vittime che avrebbe provocato avrebbero rappresentato una reazione «sproporzionata».

• Sabato 22 i sindacati sono scesi in piazza a Reggio Calabria. Cgil, Cisl e Uil si sono uniti per la manifestazione “Futuro al lavoro. Ripartiamo dal Sud per unire il paese”. Proprio le questioni legate alla zona meridionale sono state al centro dell’evento. «Siamo venuti qui a Reggio perché è un luogo simbolo di un Sud che fatica ma che ha voglia di riscatto – ha osservato Annamaria Furlan, segretaria generale per Cisl – Migliaia e migliaia di donne, di uomini e soprattutto giovani giunti da ogni regione del Mezzogiorno e anche dal resto d’Italia, con la loro presenza, lanciano un messaggio al Governo che non può essere ignorato: l’Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno».

• Domenica 23 il tema del giorno è il botta e risposta fra i pentastellati Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. Galeotta fu l’espressione “burocrati chiusi nei ministeri”, adottata da Di Battista nel suo ultimo libro. Nell’assemblea locale di Terni, il vicepremier ha fatto sapere senza mezzi termini di non avere apprezzato affatto la frase. E in una frecciatina alla Lega aggiunge: «Molti di voi mi dicevano: Ma com’è che quello sta in ogni Comune e tu non ci sei mai? Poi abbiamo scoperto che usava gli aerei di Stato, quindi io non li uso, se qualcuno pensa che noi dobbiamo cominciare a fare i voti con quella roba là, noi lì avremmo ucciso il Movimento».•

• Quella di lunedì 24 è stata una giornata di tensione al governo: la discussione si è concentrata intorno alle coperture per le principali misure economiche in programma. Intervistato in proposito ai 15 miliardi necessari per realizzare la flat tax, il viceministro all’Economia, il leghista Massimo Garavaglia, ha annunciato di averli individuati, ma «Non le dico altrimenti Di Maio me le ruba…» e ha rincarato chiedendo al vicepremier quelle del salario minimo, a cui lui è contrario. «Non è il caso di giocare a nascondino con 15 miliardi per fare la flat tax, non devono dirlo a Di Maio ma a tutti gli italiani – è la secca replica del pentastellato – Spero che siano 15 miliardi freschi, di risorse che non tolgono nulla agli italiani».

• Salario minimo ancora al centro delle pagine di politica anche martedì 25: il Partito Democratico ha annunciato di avere abbandonato i lavori della commissione. «Non è più accettabile che la maggioranza prenda in giro il Parlamento – hanno dichiarato Edoardo Patriarca, Mauro Laus, Tommaso Nannicini e Anna Maria Parente – In commissione Lavoro Lega e M5S stanno letteralmente giocando sul salario minimo. Il Pd aveva chiesto che il ministro Di Maio venisse in Senato a chiarire quale fosse la proposta del governo».

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