Bagnini pestati, l’orrore a Jesolo

L’estate, il caldo, la sensazione di poter fare tutto e contro tutti, la maleducazione. E poi, naturalmente, il branco, che questa volta ha attaccato in spiaggia per prendersela. In trenta contro tre bagnini. Era una domenica come tante quella a Jesolo, prima che 30 tra minori italiani e nordafricani decidessero di fare una vera e propria spedizione punitiva contro i tre bagnini, colpevoli di aver scacciato la baby gang dagli ombrelloni e dalle sdraio che erano destinati agli ospiti di un hotel.

La banda di teppisti ha insistito con calci e pugni, tanto che i bagnini sono finiti in ospedale. I bagnanti presenti alla scena sono rimasti terrorizzati da una vera e propria battaglia. O meglio, da un pestaggio perché 30 contro 3 non può essere certo una guerriglia a parità di armi. A parlare di questa vicenda che riporta agli onori della cronaca la sopraffazione dei bulli è il Gazzettino.

Dopo essere stati mandati via da ombrelloni e sdraio, in un primo momento i trenta hanno occupato le torrette degli addetti al salvataggio. Naturalmente, anche questo non era posto per loro e sono stati mandati via. Solo temporaneamente, però. Ritrovatisi in piazza, si sono organizzati e hanno marciato compatti contro i tre bagnini. Tempo pochi secondi e si è scatenato l’inferno contro i malcapitati, che stavano peraltro solo facendo il loro lavoro.

Dopo la caccia al bagnino, però, è partita da parte delle forze dell’ordine la caccia alla banda. Alcuni dei componenti sono stati già individuati e sarebbero residenti in provincia di Treviso. Non dovrebbe essere complicato risalire anche agli altri.

L’episodio in sé è l’ennesima dimostrazione che oggi nel nostro Paese si intende ‘comandare’ a colpi di sopraffazione. Il più forte schiaccia il più debole. In questo caso, il più forte è una proporzione di dieci contro uno. Facile così. L’episodio è anche la conferma di come molti dei nostri giovani non sappiano più distinguere tra cosa è una bravata e cosa un reato.

di Alessandro Pignatelli

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