Carola Rackete: eroina o pirata?

di Alessandro Pignatelli –

Carolina Rackete: eroina o donna pirata? A distanza di giorni dallo sbarco a Lampedusa, la capitana è ancora il simbolo di ciò che è l’Italia oggi: odio o amore. Ora quelli di una parte, ora quelli di un’altra criticano o inneggiano a lei. Ha sfidato le leggi nazionali, è giusto che finisca in carcere. Ha forzato un blocco voluto esclusivamente da Salvini per salvare i migranti, dunque ha fatto bene e va scagionata. Sui social si è scatenata una vera e propria battaglia senza esclusione di colpi. Ma anche là fuori non è che sia tanto meglio. C’è chi le ha urlato, dalla banchina, anzi chi le ha augurato di essere “stuprata dai negri”. Chi spera che la rinchiudano in galera e buttino le chiavi. Chi non ha visto altro che una “ragazza bruttina”, come se questo contasse qualcosa nella vicenda. Del resto, il Capitano aveva sentenziato: “E’ una sbruffoncella”. I suoi fan gli si erano subito accodati. 

Esattamente, dunque, di chi stiamo parlando? Di un’eroina moderna o di una donna sprezzante della legalità? La vicenda umanitaria è diventata politica e ciò ha alzato l’asticella di insulti e sostegni. I parlamentari di sinistra sono saliti sulla SeaWatch3 per solidarizzare, ma anche loro sono stati presi a pesci in faccia dalla destra leghista. Ma chi ha ragione? La legge italiana o le leggi internazionali? Bisogna lasciare in mare i migranti, anche a costo di suicidi o di morti per fame e stenti, perché i porti vengono chiusi ora sì e ora no? Sì, perché mentre noi ci schieriamo per la SeaWatch3, tanti altri barconi arrivano e approdano sulle nostre coste senza che si alzi un polverone. Come a dire che conviene alzarlo a chi sui porti chiusi ha costruito la sua campagna elettorale. Facendo passare sotto silenzio tante altre cose, quelle economiche, la possibile procedura d’infrazione contro il nostro Paese, i posti di lavoro che mancano, le crisi delle grandi aziende.

Carola Rackete si è trovata in mezzo a questo enorme conflitto di interessi. Ha fatto ciò che probabilmente avremmo fatto tutti al suo posto: da capitano, ha portato in salvo chi era sotto la sua responsabilità. Anche sfidando la giustizia. Dicono che per entrare in porto abbia speronato la nave della guardia di finanza, che voleva evitare invece l’approdo. Ma su questo punto le versioni non sono chiare: lo ha fatto per davvero o è un fake? Ci siamo schierati anche su questo punto, come se fossimo stati lì tutti lì al momento della manovra. Solo perché non siamo capaci di dialogare. Amiamo dividerci, litigare. Da Carola al calcio, dal meteo al vestito da indossare oggi. Chi non è d’accordo con una parte è un asino. E’ fascista. E’ pidiota. Sì, Carola forse ha compiuto un atto eroico. Perché alla fine pagherà lei le conseguenze di ciò che ha fatto. E lo sapeva mentre entrava in porto. Ma lo ha fatto comunque per salvare chi era in mare da due settimane. E questo andrebbe sempre ricordato. Ma gli insulti beceri fanno più presa sul popolino. E dunque dagli alla capitana sbruffoncella. 

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