Dannazione di Chuck Palahniuk

di Fabiana Bianchi –

Palahniuk è un lettore per stomaci forti e menti aperte. Lo sa bene chi ha già affrontato alcuni dei suoi romanzi più impattanti, come “Cavie” o “Gang bang”. Con “Dannazione”, ci si ritrova un punto di vista estremamente curioso: quello di una tredicenne morta. «In un mondo dove ti accusano di essere pigra se non ti depili le gambe – afferma in un passaggio – essere morti sembra la più grave delle mancanze».  Madison è figlia di una capricciosa star e di un milionario. Quando era in vita, i genitori non la tenevano in particolare considerazione. Ora, deceduta per quella che ritiene un’overdose di marijuana, si ritrova all’inferno, accompagnata direttamente in Limousine. Un inferno piuttosto lontano dalle descrizioni di dantesca memoria («Mi spiace dirlo, hanno solo rifilato al pubblico dei lettori una generosa dose di pittoresca finzione»), costituito più che altro da infinite distese di schifezze come forfora e unghie mangiucchiate e abitato da creature grottesche come demoni repressi. La dannazione eterna prevede anche un’attività lavorativa: si può scegliere tra i call center che chiamano all’ora di cena o l’industria del porno. Madison si divide fra la sua postazione telefonica e le esplorazioni delle lande infernali insieme alla sua strana ed eterogenea compagnia di dannati. Anche ciò che è destinato a essere eterno, però, può cambiare. La ragazza riuscirà a costruirsi un nuovo futuro e al contempo a fare luce su un passato che credeva diverso.

Un romanzo divertente ma anche molto amaro, con picchi di sconcertante. Palahniuk, ancora una volta, riesce a fare trapelare fra le pagine la sua visione del mondo disincantata. «Se la Terra ci sembra un inferno – scrive – è soltanto perché siamo convinti che debba essere un paradiso». I paradossi della società contemporanea, da sempre punto focale delle sue opere, sono messi in evidenza con la sua abituale maestria, nascosti fra una battuta sarcastica e una nota cinica, come piccole perle pronte per essere raccolte dai lettori. «La rabbia per aver dedicato una vita intera a imparare cose e amare persone e guadagnare soldi, per poi scoprire che di tutte quelle cagate alla fine non ti resta niente. È vero, la morte del corpo è la parte più semplice».

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