Nord e Centro: chi lavora e chi mangia

Nord e Centro: chi lavora e chi mangia

4 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Al Nord al massimo si ordina un doppio caffè perché la giornata è lunga e bisogna essere produttivi; al Centro, invece, preferiscono la doppia colazione perché la giornata è lunga e non sia mai che ti si apre una voragine nello stomaco prima di pranzo. Al Nord durante le ore d’ufficio, si pensa al lavoro e basta; al Centro, invece, una delle domande più comuni tra colleghi è: dove andiamo a pranzo oggi? Naturalmente, la pausa pranzo di un milanese sarà a base di tramezzino e insalatina ipocalorica, da Roma in giù, invece, non si può prescindere da un piatto di pasta che tanto si riprende a lavorare dopo le tre di pomeriggio. Forse ci scappa pure il riposino, prima. 

Al Nord c’è il culto dell’apericena, che vale per aperitivo e cena; al Centro no, si fa l’aperitivo, magari anche in un paio di bar per chiacchierare con più amici possibili, ma poi si cena. Sempre perché potrebbe aprirsi una voragine nello stomaco a mezzanotte, sennò. Quando non si lavora, dunque la domenica per esempio, al Centro può capitare di finire di pranzare alle 15.30, alle 16, mentre al Nord quella è l’ora della vasca in giro perché il pranzo è terminato da più di un paio d’ore. Ah, e naturalmente il pranzo della domenica al Centro è a famiglia allargata: ci sono zii, nonni, cugini, parenti fino al terzo grado. E quindi, non è colpa loro se si finisce tardi di mangiare: ci sono tante chiacchiere e novità da raccontarsi tra una portata e l’altra. Anche se ti eri visto il giorno prima. Al Nord si mangia, possibilmente con la bocca chiusa per non ingurgitare aria e perché è cattiva educazione parlare a bocca piena. 

Se poi vogliamo pensare alle feste, al Nord la domanda sorge spontanea: che fai a Capodanno? Al Centro non ci sono alternative. Tombolata con fagioli, presepe vivente, secondo giro dei parenti dopo quello fatto a Natale, nonna che puntualmente ti dice che ti vede sciupato e ti offre qualcosa da mangiare, pensiero – a fine cenone – al giorno dopo. A quello che si mangerà a pranzo, a dove si consumerà il primo pranzo dell’anno. Che deve essere quanto di più ricco possibile perché quello che si fa il primo dell’anno poi si fa tutto l’anno. E non sia mai che ti viene una voragine nello stomaco a metà anno.