Migliorare la scuola? Di Maio e l’idea geniale, via la Coca-Cola dai distributori

La scuola in Italia ha tanti problemi. Luigi Di Maio prova a risolverne uno, proponendo di eliminare la Coca–Cola dai distributori automatici, inserendo invece il succo d’arancia. Ripartire insomma proprio dalle basi per migliorare l’istruzione nel nostro Paese. Ne è convinto il vice premier, che ha lanciato la geniale intuizione dal palco del Villaggio Contadino di Coldiretti, a Milano.

Una nuova crociata per il leader del Movimento 5 Stelle, dunque, questa volta per l’educazione alimentare: “Si deve fare prima di tutto eliminando tutti questi distributori di cibo spazzatura che viene somministrato ai nostri figli. Trovo assurdo che un bambino, nel corridoio della sua scuola, abbia ancora un distributore di Coca-Cola o prodotti non Made in Italy. Mettiamoci un bel distributore di succo d’arancia”.

In sottofondo pare quasi di sentire il sollievo di presidi e insegnanti per una proposta destinata a cambiare il futuro dei nostri giovani. Meno bollicine, più prodotti salutari. Magari in scuole che cadono a pezzi, ma pazienza. Del resto, Di Maio essere della stessa opinione del ministro dell’Istruzione Maurizio Bussetti, il fautore della nuova campagna di educazione alimentare, che partirà nelle scuole con il prossimo anno scolastico, dunque a settembre.

Insomma, il Governo del cambiamento parte dai distributori di cibo e bevande. Una mossa che vuole riportare consensi ai pentastellati, ultimamente in discesa. Una mossa che nella sostanza non è contestabile (chi non vorrebbe che i ragazzi mangiassero meno cibo trash?), ma che forse sarebbe da attuare dopo che si è fatto molto altro per migliorare gli strumenti educativi, per mettere presidi e insegnanti nelle condizioni migliori di fare il loro lavoro, per aiutare gli stessi studenti ad affrontare l’anno scolastico con meno noia e più voglia di imparare. Regalando loro la possibilità di entrare, un domani, nel mondo del lavoro senza rimanere parcheggiati all’università (o essere comunque inoccupati) e a carico delle famiglie.

Evidentemente, però, è più facile sostituire i distributori. E costa anche meno.

di Alessandro Pignatelli

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