Aids, pregiudizi e ignoranza nel Barese

Una struttura ricettiva pugliese ha negato l’ingresso ad alcune persone malate di aids. E questo nonostante le rassicurazioni sull’assenza di rischio di contagio da parte della casa alloggio ‘Raggio di Sole’ che assiste e cura il gruppo. La denuncia è arrivata dalla fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto, in provincia di Bari. Ed è subito finita sulle prime pagine di siti e media.

La vicenda, a dire il vero, è non è chiarissima. Pare infatti che tutto fosse pronto per la vacanza quando è arrivato l’altolà da parte dei responsabili della struttura: “Qui non potete soggiornare”. A stretto giro di posta, su Facebook, è arrivata la risposta della Fondazione: “In questo contesto di grande disumanità, in cui si confezionano leggi che certificato il disprezzo assoluto per la vita umana, registriamo anche, con sgomento e incredulità, che una struttura ricettiva di un paese dell’hinterland barese si sia rifiutata di accogliere i nostri ammalati. Solo perché malati di aids. Oltre alla disumanità, c’è ignoranza”.

Una denuncia che pare aver risolto positivamente la vicenda. Poco dopo, infatti, un’altra struttura si è detta invece disponibile ad accogliere il gruppo: “Per una struttura che ci chiude le porte, ce n’è un’altra che le ha aperta. C’è ancora di che sperare. Continuiamo a organizzare la Speranza”.

Siamo sicuri che la prima struttura difficilmente sarà super gettonata se chi la gestisce si comporta con paura e ignoranza. Sì, perché come ha spiegato la psicologa della casa alloggio, grazie alle cure che ricevono i malati non possono contagiare nessun; in più, l’aids non si trasmette con un tuffo in piscina o al mare. Peccato che dall’altra parte abbiano deciso di chiudere davvero tutti i ponti, addirittura staccando i telefoni e non rispondendo a decine di chiamate. Come dire che preferiscono affondare nei pregiudizi, ancora fermi probabilmente agli anni ’80 quando dell’aids si sapeva poco o niente. E si pensava che si potesse ‘prendere’ anche semplicemente con una stretta di mano.

di Alessandro Pignatelli

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