Addio al Maggiolino, icona mondiale di stile

Addio al Maggiolino, icona mondiale di stile

10 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

Questo è un triste addio, non a una persona, ma a qualcosa di più di un oggetto. Stiamo parlando infatti del famoso Maggiolino. Volkswagen ha prodotto l’ultimo esemplare nella fabbrica messicana di Puebla. Dopo poco più di 80 anni, dobbiamo dunque salutare una vera e propria icona, un simbolo della Germania, della robustezza dei suoi prodotti. Potremmo definirla una bellissima eredità che ci aveva lasciato il Novecento. L’auto più famosa del pianeta, anche grazie alla cinematografia.

Sapete cosa hanno fatto gli operai per commemorare come meritava la macchina che ha dato lustro alla fabbrica di Wolfsburg? Hanno appoggiato sul parabrezza dell’ultima ‘nata’ una vera e propria lapide. Come fossimo davvero a un funerale, a dimostrazione che il Maggiolino è molto, molto di più di un’auto. Ha fatto compagnia a chi è cresciuto negli anni Quaranta, Cinquanta, Sessanta, Settanta, Ottanta e pure Novanta. Ma non si è fermato qui: ha fatto capolino anche nel nuovo Millennio. Non ne voleva davvero sapere di abbandonarci. E siamo effettivamente un po’ più soli, ora.

Il Maggiolino è stato prodotto in quasi 22 milioni di esemplari.  Ma i numeri non sono sufficienti: Volkswagen è riuscita a segnare non solo il mercato automobilistico, ma anche il contesto sociale e umano del secolo scorso. La piccolina come Davide contro Golia, ha battuto i giganti grazie a un’idea che è stata tutt’altro che piccola. Scaturita dall’inventore Ferdinand Porsche. Un motore posteriore boxer raffreddato ad aria e a trazione posteriore. Pianale portante e uno spazio molto grande per pilota e passeggeri. In un’epoca che la Germania non può dimenticare anche per altri motivi, leggi alla voce Reich e Hitler. Proprio il Fuhrer cercherà a più riprese di trasformare il Maggiolino nell’auto del popolo, dei nazisti. Senza riuscirci visto che lui e il suo impero cadranno, l’auto per nulla.

Anzi, giocherà molto il Maggiolino, creando per esempio una versione della Typ1 con la scocca aperta, la capote completamente apribile e ripiegabile e un posteriore curvo. Nascerà la Cabriolet, il mito nel mito. Mentre la consacrazione a livello mondiale arriverà nel 1949, con i due modelli di Maggiolino all’Esposizione industriale tedesca, a New York. Beetle, così ribattezzata dal New York Times, andrà al di là, conquistando letteralmente gli Stati Uniti. Nel 1968 la Walt Disney deciderà di utilizzare l’auto icona mondiale nel film Usa ‘Herbie, il Maggiolino tutto matto’. Una vera e propria saga, in realtà, conclusasi solo nel 2005.

di Alessandro Pignatelli