Cervo (La Verità): “Salvini sfrutta le Ong per aumentare i consensi”

Cervo (La Verità): “Salvini sfrutta le Ong per aumentare i consensi”

11 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Un uomo solo al comando, Matteo Salvini, Letteralmente in cattedra quando si tratta di bacchettare le Ong che dalla Libia partono in direzione Italia con il loro carico di disperati. “Chiaramente il bersaglio del ministro degli Interni non è chi è vittima, i migranti, sottoposti a viaggi da non fare, ma chi li cerca. Però non lo definirei uno scontro Salvini – Ong”. A parlare è Martino Cervo, vice direttore de La Verità. 

Non è guerra Salvini – Organizzazioni non governative, ma forse al vicepremier sta bene che così venga vista dai media e dall’opinione pubblica la situazione: “Lui ne fa anche campagna mediatica e politica, ma i personalismi non aiutano. E comunque io parlerei di un obiettivo di tutto il Governo, visto che sono arrivate conferme alle azioni del ministro degli Interni da parte degli altri ministri, dall’altro vicepremier e dal presidente della Repubblica che ha apposto la sua firma sul Decreto sicurezza e sul Decreto sicurezza bis”. 

Aggiunge Cervo che “Salvini non si tira indietro, anzi si fa promotore delle azioni atte a fermare le Ong. Sostenuto dai sondaggi che danno la Lega in crescita. Anche se nell’ultimo live si è lamentato di essere un po’ isolato, ed era un messaggio in particolare agli alleati del Movimento 5 Stelle, ma anche un ribadire di essere solo contro tutti. Io penso, però, che in realtà non sia solo, visto che i provvedimenti vengono presi da ministri che non sono della Lega”. 

Salvini aumenta i toni dello scontro perché finora l’hanno sempre premiato. “La Lega sale anche oltre lo storico risultato delle Europee. Vuole la crisi di governo? Ho dei dubbi, calendario alla mano, visto che la finestra elettorale 2019 si sta rapidamente chiudendo. In più, non è lui che decide lo sbocco di un’eventuale crisi. La Lega è certa di poter capitalizzare consensi su argomenti come il fisco e i migranti. Se dovesse andare allo scontro con i Cinquestelle, lo farebbe proprio su queste situazioni, dicendo che non gli hanno fatto tagliare le tasse o non lo hanno fatto lavorare come voleva sui migranti. Ma la tempistica, secondo me, non sarà a breve”. 

Tornando al tema migranti, la Libia non è un Paese sicuro: “Più che altro bisogna domandarsi se è un Paese, spaccato com’è in due tra un governo riconosciuto dall’Onu e l’altra metà in cui comandano diverse fazioni. La Libia è un Paese dove la situazione geopolitica è molto complicata. Per risolvere la questione, non si può pensare all’intervento di un solo Stato. Otto anni, ci hanno provato francesi e tedeschi, ma possiamo dire che hanno fallito. Chiaro che nel Paese libico si voglia arrivare a controllare il petrolio. La Comunità internazionale dovrebbe porre più attenzione a quello che succede a Tripoli e dintorni. Purtroppo, qui l’Europa mostra la sua assenza, la sua inesistenza: non è capace di prendere decisioni univoche”. 

Uno degli slogan tanto cari a Matteo Salvini è ‘Aiutamoli a casa loro’. In Libia, vista la situazione, è praticamente impossibile: “Prima bisognerebbe stabilizzare l’area. L’Italia ci ha provato a far dialogare le parti, trovandosi davanti una situazione molto frammentata. Sarebbe operazione urgente stabilizzare l’area, ma impossibile oggi. Non solo per garantire più stabilità, ma anche per ridare dignità alle persone che transitano o fuggono da lì. La Libia, attualmente, è un immenso molo da cui vengono scagliati verso l’Europa e l’Italia donne, uomini e bambini. Con risvolti chiaramente politici”.