Ente Nazionale Circhi: “Coloro che lavorano nel circo con gli animali li amano come loro stessi”

Ente Nazionale Circhi: “Coloro che lavorano nel circo con gli animali li amano come loro stessi”

11 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Come si comportano i domatori verso leoni, elefanti e tutti gli animali che lì vi vengono impiegati? Antonio Buccioni, presidente dell’Ente Nazionale Circhi, ce lo racconta partendo da un problema di fondo: «In Italia la questione non è immediatamente la presenza degli animali nei circhi, ma un problema socioculturale nei confronti del circo come tale. C’è un’ottica ormai di negatività, quasi di repulsione nei confronti del circo tutta italiana. Nelle aree socioculturali più affini alla nostra, da quella iberica a quella francese, passando per quella svizzera e tedesca, il valore del circo non è messo minimamente in discussione, solo quando si parla di animali e della loro presenza. Sicuramente però il valore del circo come forma di alta arte accessibile al popolo, piuttosto che ad élite come capita con teatri e spettacoli di danza o musica, è un dato acquisito. Il discorso legato agli animali non può che essere uno sviluppo e un’esasperazione di questa situazione di svalutazione». Secondo Buccioni, il circo, come ogni forma di intrattenimento itinerante, dovrebbe essere preso come un momento di cultura che magicamente viene ad arricchire un desolante quadro comunale in larghissima misura. 

Senz’altro, i circhi non avrebbero guadagno dal maltrattamento degli animali: «È noto, come in tutti i contesti che ci siano coloro che esercitino male questa attività, ma noi ci dobbiamo concentrare su coloro che lo fanno nella maniera più coscienziosa. Da questo punto di vista il rapporto con l’animale è ispirato dai più nobili sentimenti. Cioè l’animale non è solamente una risorsa dell’azienda ma instaura dei rapporti con l’addestratore e spesso e volentieri con gli alti componenti della famiglia che è sicuramente riconducibile alla sfera degli affetti. Da parte del buon addestratore e del direttore è curata ogni previdenza  perchè questo rapporto sia ideale, anche da un punto di vista di precedenze sul piano degli approvvigionamenti. Gli animali vengono prima di qualsiasi altra cosa. I mezzi di trasporto relativi agli animali sono stati selezionati e sono costosissimi e tutti hanno riguardo nelle operazioni di trasferimento».

Anche quando si accusa di drogare gli animali Buccioni fa chiarezza: «Come si può pensare che con almeno due spettacoli giornalieri, un animale possa essere drogato altrettante volte, ogni giorno nella sua vita, ma quante settimane potrebbe resistere? C’è da combattere tutta una letteratura dell’assurdo. Inoltre, sono addestrati perchè un animale nato in cattività non è un animale selvatico».