Ischia Film Festival: vincitori e addii

Ischia Film Festival: vincitori e addii

11 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

La diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival 2019 ha premiato il film cubano Club de Jazz

La pellicola cubana ha affascinato giuria e pubblico con la sua fotografia e ha trovato al Castello Aragonese quel successo e quel riconoscimento che inspiegabilmente i festival principali, da Cannes a Berlino, non gli avevano tributato, ignorandolo. Esteban Insausti si annuncia come un futuro maestro del cinema internazionale.

Le premiazioni hanno dato grandi soddisfazioni anche al cinema italiano che ottiene il premio alla miglior scenografia a Michele Modaferri, per Il bene mio di Pippo Mezzapesa e quello al miglior attore, consegnato da Artisti 7607, a Vinicio Marchioni per Chronophobia di Francesco Rizzi. 

Inoltre Radha Mitchell, dopo il premio alla carriera Diva e Donna, mette tutti d’accordo con la sua eroina classica e moderna in Celeste, raccogliendo il trofeo per la migliore interpretazione femminile

A Josh Melrod va la miglior regia per il sorprendente Major Arcana, mentre Kazantakis di Yannis Smaragdis ottiene il riconoscimento per la miglior fotografia.

Tra i documentari ha vinto A family in a Sinkhole. La pellicola racconta di una famiglia travolta dall’ultima rivoluzione industriale cinese.

Colpisce il palmares della Location Negata, da sempre attenta alle periferie del mondo e ai diritti violati: la menzione speciale per l’opera muta Aleppo: the silence of war parla da sola, ma il premio principale lo vince Selfie di Agostino Ferrente, (auto)ritratto di due giovani del Rione Traiano che smentiscono con determinazione e tenerezza gli stereotipi sulla loro generazione e su chi abita nei quartieri più malfamati di Napoli. Tra i corti vince il premio offerto da Mini Italia Cold Fish, mentre la menzione va a Man Stand Still, due riflessioni originali e provocatorie, personali e individuali sulla vita e su ciò che da essa ci aspettiamo. Scenari Campani, la più giovane delle competizioni dell’IFF, vede il trionfo di Ciro D’Emilio con Un giorno all’improvviso. Protagonista della pellicola Anna Foglietta che regala un’interpretazione di grande intensità.

Due menzioni vanno a O’ p’nneon e Così in terra, di Mauro Di Rosa e Pier Lorenzo Pisano, premiati dalla giuria più cliccata del festival: i Casa Surace.

Questi risultati – spesso soprendenti – premiano il lavoro di ricerca svolto dai due direttori artistici della manifestazione: Michelangelo Messina e Boris Sollazzo. Tuttavia, quest’ultimo ha annunciato l’addio, dopo tre anni, all’IFF. La motivazione è da ricercare in differenti visioni dei due direttori in merito alla gestione della manifestazione. Una scelta, quella di Sollazzo che spiazza e dispiace, soprattutto visto l’ottimo lavoro svolto. Oltre a lui, lasciano la manifestazione anche il responsabile della Comunicazione Alessandro De Simone e la responsabile delle Relazioni Pubbliche Beatrice Gigli