Mugnos: “Chi visita Stromboli sa che corre rischi. In California non è il big one”

Mugnos: “Chi visita Stromboli sa che corre rischi. In California non è il big one”

11 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Stromboli, il parossismo che ha messo in allarme i turisti dell’isola. Questo l’argomento che affrontiamo con la geologa e vulcanologa Sabrina Mugnos. Quali rischi ci sono per chi vuole vedere da vicino il vulcano, ma anche ciò che poteva succedere e, fortunatamente, non è accaduto.  

“L’attività stromboliana è continua ed è costituita da scoppiettamenti, una cosa che accade da millenni. Ogni tanto, queste eruzioni sono più forti, ossia gigantesche esplosioni che possono colpire anche i centri abitati, come in questo caso per Ginostra. Siamo stati fortunati perché il parossismo è avvenuto alle 14.15 – 14.30. Fosse capitato alle 18, ci sarebbero state in mare tutte le barche per vedere la luminescenza della lava, e probabilmente pure i gruppi che alle 17 partono con le guide per guardare i crateri. Ci potevano essere molti più danni e vittime”.

Non è possibile prendere provvedimenti per evitare che ci siano così tanti turisti, che rischiano in caso di eruzioni improvvise? “Se sali su un vulcano attivo, sai che può succedere. I parossismi poi non sono prevedibili. Ci sono le guide, quando l’attività del vulcano è particolarmente intensa le salite sono vietate. Chiaro che anche nei momenti di calma, ci possono essere le esplosioni come l’ultima. Nel 2002, il 30 dicembre, ci fu una frana che causò uno tsunami che travolse tutta l’isola, arrivando fino alla Sicilia. Fosse capitata in estate, sarebbe stato un disastro. Anche la frana fu un evento imprevedibile”.

Insomma, se decidi di visitare Stromboli, sai i rischi a cui vai incontro: “Forse, in futuro, ci potrà essere qualche provvedimento in più. Ma un evento forte non ti dà segnali prima: il vulcano scoppietta normalmente, poi magari arriva la bolla che veicola il magma a intensità maggiore”. Altro motivo di cautela per chi si avvicina allo Stromboli è la possibilità che ci sia una colata di lava al termine di uno scoppiettamento particolarmente forte. “Fortunatamente, le colate – tramite la Sciara di fuoco, formatasi 5 mila anni fa dopo una spaccatura – scivolano sempre verso l’acqua del mare. Sono i parossismi, invece, che dipendono dal vento e dalla posizione. In questo caso, i lapilli sono andati verso Ginostra”. 

Sabrina Mugnos è autrice di diverse pubblicazioni che riguardano la vulcanologia. L’ultima uscita, ‘Vulcani. Così il pianeta cambia pelle’, è un interessante libro che somiglia a un manuale sui vulcani. Snello e facile da leggere. Qui si possono approfondire le tematiche che riguardano questo settore. Ma con la geologa non si può non parlare anche del terremoto che ha colpito la California, il più forte degli ultimi 20 anni con diversi danni e alcuni feriti: “Non è il big one, diciamolo subito. Ha colpito le faglie limitrofe a quella principale. In due giorni ci sono state due scosse, la seconda di 7,1 gradi, più forte della prima, il che significa che si sono spaccate due faglie diverse. Se è una sola a spaccarsi, a una scossa forte ne seguono infatti altre di assestamento, ma più deboli”. La situazione è naturalmente in evoluzione. L’epicentro si trova in un’area interessata da grandi deformazioni tettoniche, espresse attraverso faglie coniugate (Airport Lake Fault Zone), che marcano il contatto tra queste due placche (si è mossa la faglia trascorrente all’interno della placca continentale nordamericana, in spostamento verso sudest rispetto a quella oceanica del Pacifico) . La regione, anche perché densamente abitata, è una delle più esposte al rischio sismico. Ma è anche una delle più preparate ad affrontare sismi di alta gradazione.