“Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti”: Sophia Loren, Ashley Graham e la filosofia curvy… il canto del cigno della taglia 0

“Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti”: Sophia Loren, Ashley Graham e la filosofia curvy… il canto del cigno della taglia 0

11 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

di Elisabetta Testa –

“Mi piace molto di più mangiare pasta e bere vino che essere una taglia 0”. Diceva così la diva Sophia Loren nel lontano 1965.

Lontano, sì, troppo lontano: ora esistono disturbi di alimentazione che portano ragazze e ragazzi all’eccesso, tra bulimia e anoressia. Oggi esiste un dover essere.

Tu che stai leggendo questo articolo sappi che DEVI essere in forma per la prova costume, DEVI avere un corpo tonico, DEVI entrare a tutti costi in una taglia 40, DEVI sentirti dire che con una 44 sei grassa.

Capisci perché forse la società di oggi sta generando un po’ troppi problemi? Bisognerebbe tornare indietro nel tempo, quando le dive di Hollywood erano tutte taglie 44 (e anche qualcosa in più): quando il seno abbondante era una benedizione e quando le donne erano belle perché il loro corpo era come una pista: curve su curve; sinuosità continue.

Oggi si chiamano donne curvy, ieri si chiamavano donne belle punto e basta. Si tratta di una vera e propria filosofia, di uno stile di vita.

Indagini sociologiche confermano che i maschi italiani preferiscono una donna curvy: la donna ideale è una taglia 44, seguita da una 46. Le donne curvy non sono grasse, non sono sedentarie, non sono svogliate. Le donne curvy sono sempre sorridenti, bellissime, sicure.

Certe bellezze iconiche curvy hanno fatto la storia e non verranno certamente dimenticate: Sophia Loren, Marilyn Monroe… come dimenticare le loro curve sexy?

Ora la filosofia curvy è cambiata: è un po’ meno sublime e angelica, ma resiste, eccome se resiste. Pensiamo alla modella curvy più famosa, Ashley Graham. Criticata, ma anche super pagata, Ashley è l’esempio di come sia realmente possibile essere ciò che si vuole essere.

La Graham fa capire che c’è speranza, che si può rifiutare l’imperativo categorico kantiano: il TU DEVI in quanto devi. Tu non devi più entrare in una taglia 40, non devi più sottostare ai dettami di una società ignorante. Tu devi solo essere te stessa: l’imperativo categorico più bello che possa esistere.

Troppo spesso le donne formose, burrose, si sentono giudicate per il loro corpo un po’ diverso dai canoni tradizionali: ma basta con questi stereotipi. Magro non è sinonimo di bello. Nemmeno grasso, certo. Essere se stessi è sinonimo di bellezza.

Gli uomini italiani preferiscono le forme della 44: il 70% per una cena, il 67% per il matrimonio e il 66% per una notte di sesso.

Forse, però, non è più facile come un tempo adottare la filosofia curvy. Viviamo in un mondo sempre più pettegolo, pronto a puntare il dito contro il diverso e a giudicare tutto dall’apparenza. Oggigiorno è più importante avere un fisico da modella piuttosto che possedere certe competenze intellettive: oggi tutto dipende dal fisico.

Ricordiamoci sempre, però, da dove veniamo e chi siamo.

Donne curvy, siate orgogliose delle vostre forme e non permettete mai a nessuno di imporvi uno stile di vita. Dovete essere solo ciò che volete essere.

“Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti”. Ricordiamoci di Sophia Loren e non dimentichiamocene più.