Addetto stampa senza difetti fisici: perché?

Addetto stampa senza difetti fisici: perché?

13 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

S’indigna l’Ordine dei giornalisti, insorge l’opinione pubblica. Nell’occhio del ciclone il Teatro San Carlo di Napoli che ha emesso un bando per la ricerca di addetti stampa“senza difetti fisici o imperfezioni”. Spiegatecelo, adesso, perché sinceramente non è comprensibile. Non lo è neanche per Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, che ha chiesto il ritiro immediato del bando: “Cercare una persona esente da difetti fisici è una formula valida solo per alcuni specifici ruoli della pubblica amministrazione. Non può valere per il ruolo di addetto stampa”.

Addirittura, secondo Lucarelli, “il copia-incolla gioca brutti scherzi e il San Carlo in materia di bandi per ufficio stampa ha inanellato in questi ultimi anni una lunga serie di figuracce”. C’è “un’incredibile discriminazione” incalza Claudio Silvestri, segretario del sindacato unitario dei giornalisti della Campania. “Il concorso pubblico del San Carlo limita la partecipazione dei candidati che siano fisicamente idonei ed esenti da difetti o imperfezioni che possano limitare il pieno e incondizionato espletamento, in sede e fuori sede, delle mansioni previste”.

Lo stupore è misto a rabbia: “Ma siamo all’eugenetica? Al San Carlo cercano un giornalista di razza ariana o dalle fattezze di Roberto Bolle? Che fine ha fatto la Costituzione che vieta le discriminazioni perché tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione e di condizioni personali? Per la gravità di questa discriminazione ho provveduto a informare il sindaco Luigi De Magistris, nella sua qualità di presidente del teatro, nonché le autorità competenti. E siamo pronti a impugnare il bando”.

Difficilmente questo bando potrà resistere. Giustamente. Un incredibile autogol da parte del teatro napoletano. Più che attendere il ‘se’, dobbiamo aspettare il ‘quando’ verrà ritirato. Anche se le polemiche e la brutta figura ormai sono fatte.

di Alessandro Pignatelli