Quota 100 nella scuola, pronti al caos?

Che succederà all’inizio del prossimo anno scolastico? Forse è il caso di domandarcelo, visto che entro il 31 agosto ben 42 mila docenti andranno in pensione e, al momento, non si è ancora pensato di sostituirli. Saranno 22.197 quelli che potranno salutare allievi e colleghi in anticipo con Quota 100; niente da fare però per i precari: non prenderanno il loro posto. Colpa dell’ultimo taglio all’istruzione da parte del Governo.

Lo scorso 29 maggio, il sistema informatico del Miur (Sidi) aveva già censito 17.614 cattedre vuote. Non è però prevista alcuna immissione in ruolo per chi già lavora con le supplenze annuali. Simona Malpezzi, del Pd, ha presentato un’interrogazione in Parlamento chiedendo perché il Governo “non abbia stanziato un solo euro” per programmare la trasformazione di parte dell’organico di fatto (chi lavora davvero nella scuola) in organico di diritto (ossia regolarmente assunto).

“L’esecutivo trova i soldi per mandare in pensione i docenti con Quota 100 e non li trova per sostituirli con i docenti precari” tuona Malpezzi. “Così prolifera il fenomeno delle supplenze e non si assicura il corretto avvio del prossimo anno scolastico”. E qui casca l’asino. Cosa dobbiamo aspettarci a settembre? Cosa accadrà? Ci saranno supplenti come se piovesse o addirittura classi scoperte?

A metà settembre si attendono almeno 170 mila insegnanti precari, vale a dire un quinto del corpo insegnanti complessivo. Avremo dunque in cattedra proprio loro, record storico, con le graduatorie pre-ruolo come al solito piene. Lombardia e Veneto, in particolare, si preparano a fronteggiare una vera emergenza con l’avvio del prossimo anno scolastico: sono le regioni con più caselle vuote. Mancano solo due mesi alla campanella d’inizio scuola, il tempo stringe e non è immaginabile che il Miur riesca a risolvere un problema che si porta dietro praticamente dal suo insediamento. Ecco perché bisogna essere preoccupati.

di Alessandro Pignatelli

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