I ragazzi del ’69, Carlo Proietti: “Quando l’uomo atterrò, qualcuno disse ‘Embè’?”

di Alessandro Pignatelli –

“Ricordo il clima di attesa, l’euforia, la curiosità. Tutti a domandarci: che ci sarà sulla Luna?”. Carlo Proietti, 78 anni oggi, è stato uno degli spettatori dell’allunaggio del 1969. La sua postazione fu il bar dell’albergo del suo paese: “In estate i proprietari mettevano in giardino la tv e per l’occasione c’era davvero una gran folla a guardare”. Poi, la trasmissione ebbe inizio: “Tito Stagno parlava, diceva ‘hanno toccato’, ‘hanno toccato’ anche quando in realtà erano a pochi centimetri dal suolo lunare. Finché poi non fu davvero così”.

L’Italia intera si raccolse a guardare e a sognare: “Tutti ad aspettare. Io feci anche degli scatti fotografici, tra questi ce n’è uno particolarmente significativo in cui si legge la sovrimpressione della Rai: in diretta dalla Luna”. Scatti che poi hanno fatto parte di una mostra fotografica poco tempo dopo, riproposta nel 2014: “L’impronta dell’uomo sulla luna è un’altra delle immagini che ripresi, naturalmente”.

A distanza di tanto tempo, possiamo dire che un evento simile forse meritava qualcosa di più anche successivamente? “Probabilmente si aspettavano di trovare cose diverse. Di quel 20 luglio se ne parla solo ora perché sono passati 50 anni, altrimenti è nel dimenticatoio”. Però è bello tornare ad allora, indipendentemente dal ‘dopo’: “Ricordo una vignetta dell’epoca: l’uomo sulla Luna, i prezzi alle stelle”. Molto arguta, sicuramente.

La domanda torna insistente: perché la Luna poi è stata lasciata là in cielo, a uso e consumo dei romantici e non degli scienziati? “Ci si rese conto che c’era poco da vedere, se non l’impronta sulla sabbia. Qualcuno disse: embè? Forse si aspettavano di trovare l’oro? Qualcosa di più interessante per la scienza?”.

Carlo Proietti ricorda un altro particolare: “Il Papa che ricevette Armstrong e gli altri astronauti e questi che gli regalarano un frammento della roccia lunare. L’ho rivisto ai Musei Vaticani, un pezzettino della luna”. Il resto continua a farci da culla quando scende la notte. 

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