La settimana del “caso russo”

di Fabiana Bianchi –

• La settimana politica è dominata dal caso Italia-Russia. Giovedì 11 è arrivata la notizia che Gianluca Savoini, referente per l’associazione Lombardia Russia, è indagato. L’ipotesi di reato è quella di corruzione internazionale. L’accusa è legata a un incontro tra personalità italiane e russe avvenuto a ottobre in cui, secondo delle inchieste giornalistiche, sarebbe stato ipotizzato l’avvio di una trattativa sul petrolio da cui derivare dei fondi per la campagna elettorale europea per la Lega.

• Venerdì 12 è intervenuto sul tema anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini. «È tutto ridicolo – scrive il leghista su Facebook – Non abbiamo mai chiesto un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto a NESSUNO. Rispetto il lavoro di tutti. Ho la coscienza a posto. Querelerò chi accosterà soldi della Lega alla Russia. Bilanci Lega TRASPARENTI».

• Sabato 13 si è tenuta l’assemblea nazionale del Partito Democratico. «Il Pd è l’unica alternativa credibile a questa deriva italiana – ha dichiarato il segretario Nicola Zingaretti – Dobbiamo cambiare tutto o non ce la facciamo a svolgere il nostro ruolo». Fra i temi più importanti trattati durante l’assemblea, la separazione delle cariche di segretario e candidato premier,  la consultazione online sul programma e l’apertura ai non iscritti.

• Domenica 14 anche il vicepremier Luigi Di Maio è intervenuto sul caso russo. «Quando il Parlamento chiama, il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione – ha scritto il pentastellato su Facebook – Peraltro quando si ha la certezza di essere strumentalizzati, l’aula diventa anche un’occasione per dire la propria, difendersi e rispondere per le rime alle accuse, se considerate ingiuste». Un invito, dunque, nemmeno troppo velato, a Salvini per portare la questione in Parlamento.

• Lunedì 15 la convocazione delle parti sociali al Viminale per discutere la manovra, da parte di Salvini, ha suscitato le ire del premier Giuseppe Conte. «Se oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono istanze da parte delle parti sociali ma si anticipano pure i dettagli di quella che ritiene che debba essere la manovra economica, si entra sul terreno della scorrettezza istituzionale – ha dichiarato – La manovra economica viene fatta qui, dal ministro dell’Economia e tutti i ministri interessati, non si fa altrove, non si fa oggi. I tempi, e tengo a precisarlo, li decide il Presidente del Consiglio, sentiti gli altri ministri, a partire da quello dell’Economia. I tempi non li decidono altri».

• Martedì 16 la tedesca Ursula von der Leyen è stata eletta con 383 voti alla presidenza della Commissione Europea. Già ministro della Difesa per la Germania, a partire da novembre succederà a Jean Claude Juncker. È la prima donna a ricoprire il ruolo.

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