La vita attraverso lo spirito di Alessia: arrampicata e libertà

di Deborah Villarboito –

Alessia Refolo è una ragazza non vedente fin da bambina. All’età di 18 mesi è sopravvissuta ad un neuroblastoma, un tumore aggressivo che colpisce i bambini, pagando però un prezzo altissimo, in quanto i farmaci le hanno danneggiato la vista in modo irrimediabile. È una ragazza solare, ottimista, determinata e molto attiva e non permette alla disabilità di limitare le sue molteplici passioni.Vive con pienezza tutto ciò che fa. Adora lo sport e il suo grande talento è la scalata che l’ha portata, nel 2014 in Spagna, alla conquista del titolo di Campionessa Mondiale Paralimpica di arrampicata sportiva. Ha vinto poi nel 2018 il Campionato Europeo Paralimpico di sci nautico. Caratteristiche quali tenacia e forza di volontà le hanno consentito d’avere successo nella vita. Vive da sola, e nel suo appartamento riesce a essere indipendente, basandosi principalmente sull’ordine. La voglia di trasmettere messaggi positivi alle persone attorno a lei ha trasformato il suo progetto “Se vuoi, puoi”, nato come hobby, in un vero e proprio lavoro, poiché tutto è possibile se lo si vuole davvero. 

«Non mi sono mai fatta abbattere da questo problema, ma con il mio mantra “Se vuoi, puoi” e con il supporto della mia famiglia soprattutto ho sempre cercato di fare tutto, di superare ogni ostacolo in diversi settori. Dallo sport, che adoro, negli studi, nei rapporti con gli amici e sul lavoro. Non mi sono mai fatta abbattere – racconta Alessia – I miei genitori mi hanno cresciuta fin da piccola rendendomi consapevole della mia situazione. Loro mi hanno cresciuta lasciandomi libertà sempre in tutto, facendomi sperimentare qualunque cosa, soprattutto lo sport, che ho iniziato dalle elementari: bicicletta, pattini, equitazione…fino ad arrivare all’arrampicata e allo sci nautico praticati a livello agonistico».

Con l’arrampicata ha scoperto questo nuovo scenario dove poteva fare competizioni con persone molto simili a lei. Inizia con l’agonismo nel settembre del 2013: «Per lo sport ho messa da parte il tempo da passare con gli amici, alcune accortezze estetiche (unghie corte, mani ferite e molti lividi), tutti gli altri sport che erano i miei hobbies. Quando ho vinto il mondiale mi sono fatta un grande regalo, anche perchè mi allenavo da molto meno tempo rispetto alle altre atlete sia italiane sia straniere». Lo sci nautico l’ha provato nel 2017, per divertirsi con le amiche, poi la cosa le è sfuggita di mano. Ha incominciato ad allenarsi fino poi a vincere l’Europeo. 

«Il mio pensiero dal primo giorno fino all’ultimo di competizioni è vincere. Questo è quello che ho sempre sentito dentro da quando ho iniziato ad allenarmi a livello agonistico per entrambi gli sport. L’amore per l’arrampicata è più forte. Continuo a praticarla, mettendo alla prova me stessa senza competizioni, concentrandomi anche sulle scalate lunghe, per stare anche in mezzo alla natura. Per il prossimo anno questo è il mio obiettivo: fare un’altra scalata lunga sui 300metri a picco sul mare. Mi piace scalare da sola. Toccare la parete, sentire il vento e tutta la natura che mi sta intorno. ».

Quello di portare l’arrampicata tra gli sport paralimpici è sempre stato un sogno, che potrebbe spingerla a ricominciare con le gare, che ha messo da parte per un po’: «Lo sport per me è tutto. Lo è da sempre. Il fatto di fare attività mi mantiene viva e fa sì che io sia quella che sono. Mi ha insegnato tanto, come condividere vittorie e sconfitte. È un riempitivo nella mia vita».

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