L’immortalità dell’Arte

L’immortalità dell’Arte

18 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

Siamo cresciuti con la convinzione che, per essere immortali, fossero necessari dei poteri paranormali in grado di farci camminare sui soffitti come i ragni o di renderci velocissimi, persino più della luce.

L’immortalità, però, non si acquisisce grazie alla provenienza extraterrestre  (sul pianeta Krypton Kalel altro non era se non un ragazzo come tutti gli altri) e non è nemmeno una dote inesistente e degna di essere celebrata solo in un fumetto della MARVEL. A renderci immortali è l’Arte.

Ecco perché  Andrea Camilleri non è morto e mai lo sarà; il commissario Montalbano vivrà per sempre così come le sue idee che tanto hanno fatto discutere anche quando, francamente, ci sarebbe solo da serbare un decoroso silenzio.  Uno scrittore non lascia questa Terra perché ogni volta che apriamo una pagina di un suo libro si materializza in esso. È questa la magia dell’Arte; una magia andata in scena pochi giorni fa in Grecia quando è stata scoperta la più antica incisione su materia dura dell’Odissea (i papiri, infatti, rimangono il primo riferimento temporale per eccellenza del poema omerico).

Vicino ai resti del tempio di Zeus ad Olimpia, è stata rinvenuta una tavoletta d’argilla con tredici versi  della celebre narrazione; sulla stessa si legge proprio il ritorno a casa del saggio Ulisse dopo la guerra di Troia raccontata nell’Iliade. L’estratto è preso dal quattordicesimo dei 24 libri dell’Odissea ed è stato rinvenuto dopo tre anni di scavi.

Chi scrive, dunque, ha una grande responsabilità: tramandare ai posteri estratti di questa nostra breve esistenza. Per questo motivo le parole hanno un enorme potere e non possono essere usate a caso; per questo motivo, nella democraticità del web, è bene riconoscere quelli che sono i cosiddetti contenuti spazzatura e segnalarli. I nostri cervelli hanno sete di sapere, si devono nutrire della linfa che ha spinto decine e decine di aedi a identificarsi col nome di Omero per tramandare narrazioni fantastiche ed in grado di ispirare guerrieri e non solo.

Scrivere non è per tutti, non è da tutti; leggere, invece, sì: è proprio per tutti. Chissà che non venga il desiderio a molti, in questi giorni, di recarsi in una libreria e farsi catturare da un libro di Camilleri sentendo echeggiare gli insegnamenti del Maestro.